In scooter lungo l'Appennino

ABETONE Duemila km in scooter per raccontare l'Appennino. Una cronaca quotidiana su web e poi il libro. Una sfida longitudinale all'Italia: 2.200 km lungo tutto lo spartiacque appenninico a bordo di uno scooter. È questo il viaggio che ha intrapreso dal 21 settembre Riccardo Finelli, giornalista e scrittore emiliano e durerà circa due settimane. Finelli passerà, fra l'altro, ad Abetone, San Marcello e Pontepetri. Partenza avvenuta sabato scorso a Passo Giovi (Ge), l'arrivo sarà a Melito di Porto Salvo (Rc). In mezzo la spina dorsale del Paese, da percorrere lentamente per raccontarne, chilometro dopo chilometro, le storie e le sfide. Il progetto, denominato Appenninia, prevede nell'immediato una cronaca quotidiana attraverso web (www.appenninia.net, www.riccardofinelli.it e www.facebook.com/appenninia), che diventerà poi un libro, edito da Neo Edizioni (www.neoedizioni.it) in uscita ad aprile 2014 nelle librerie di tutta Italia. Appennino luogo di contraddizioni e "resistenze". Quello di Finelli sarà un viaggio in contropendenza, fra pale eoliche mostruose e paesaggi struggenti, per raccontare, on the road, le contraddizioni di un territorio che rappresenta la maggior parte della superficie italiana, ma che da troppo tempo vive una rimozione dalla coscienza collettiva. Una rimozione che si traduce non solo nell'abbandono massiccio dei paesi, ma più in generale in un impoverimento di risorse umane, culturali ed economiche e conduce al circolo vizioso ben conosciuto del dissesto idrogeologico, dello smantellamento dei servizi, di interi paesi sostanzialmente abbandonati. Un dato su tutti: nei circa 190 comuni di crinale che lo scooter di Finelli toccherà durante il percorso, nel 1951, dunque già a valle della consistente ondata migratoria della prima metà del secolo scorso, vivevano oltre 762 mila persone; nel 1981 515 mila, mentre nel 2011 erano scese a 462 mila. E se esistessero (non esistono) studi in grado di analizzare in modo unitario la popolazione appenninica, emergerebbe nettamente probabilmente anche il progressivo invecchiamento dei residenti. Le cronache di Appenninia non saranno però solo un cahier de doléances della vita lungo la catena montuosa. Anzi, l'ipotesi da verificare con la narrazione se l'Appennino, da sempre luogo di "resistenze" può oggi riconfermare quella vocazione e riproporsi come laboratorio per stili di vita e forme di convivenza e integrazione più sostenibili.