Il 30 aprile concerto al teatro Concordi

Il suo paese, Roccastrada, lo aspetta in teatro - ai Concordi - il 30 aprile, per la tradizionale serata che introduce il Maggio. Mario Cianchi si esibirà sul palco che più volte, da ragazzo, lo ha visto protagonista. L'ultima esibizione una diecina di anni fa. Tra il pubblico ci saranno anche i genitori, Maurizio e Rossana Comandi, gli amici di sempre: da Alessandro Cirillo, Leo Vieri Francesco Coralli. «Mi fa strapiacere questa serata», spiega Mario. Roccastrada la porta nel cuore. «Appena posso vengo dai miei. Abitano al vicolo cieco, arco di San Martino, Capannacce-Volpaio. Anche se, parlando di contrade, io mi considero più Chiusone, dove abita nonna». Testi delle canzoni e info su www.mariocianchi.it. (gb) di Gabriele Baldanzi wROCCASTRADA "Sarà abbastanza" è uscito il 12 aprile, neppure una settimana fa e ha già ottenuto oltre mille visualizzazioni su You Tube e centinaia di "scarichi" da I-Tunes. Funziona anche nelle radio, inserito nelle quotidiane programmazioni. Mario Cianchi, 29 anni, roccastradino purosangue, da un lustro trapiantato a Como, è l'ultimo "prodotto" musicale della Maremma. Ieri lo abbiamo incontrato e intervistato. Cianchi, ci racconti di lei, della gavetta. Da autore a cantante, cosa è successo? «(Sorride). È successo che un giorno mi sono alzato, mi sono guardato allo specchio e mi sono detto: "Da oggi le mie canzoni le canto da solo". Dai, scherzo. Non è così. Assolutamente. C'è un percorso lungo dietro a questa scelta. Fin da piccolo mi sono avvicinato al canto, alla musica. Ho imparato a suonare la chitarra da autodidatta e a 8 anni ho iniziato con le prime esibizioni dal vivo. Ecco, il live è stata la parte fondamentale del mio percorso artistico. Nel 1999 ho formato la mia prima band, a metà tra Roccastrada e Grosseto. Era composta da Giulio Pineschi (adesso chitarrista di Povia), Flavio Timpanaro (basso), Matteo Brogi (tastiere) e Massimiliano Panicucci (batteria). Facevamo i grandi classici del rock italiano e internazionale. Poi il gruppo si è sciolto e io sono subentrato in una band che si chiamava Open Fields. Nel frattempo mi sono avvicinato alla scrittura di canzoni, facendo anche esperienze come dj e vocalist. Nel 2008, dopo una breve esperienza all'estero, è arrivata la svolta: una collaborazione con Leonardo Marcucci e Alessandro Marton (First Line Studio) per realizzare il mio primo lavoro discografico». Ma i concorsi musicali? Mai fatti? «Certo. Appena realizzati i primi due brani in studio, mi sono gettato nei concorsi. E proprio durante uno di questi (Progetto Radar), ho incontrato Franco Zanetti (Rockol) che ha deciso di portarmi all'auditorium di Radio Italia solo musica Italiana. Qui mi sono conquistato l'accesso alla finale del Radar e ho conosciuto Luca Mattioni (autore e produttore), con il quale lavoro in modo continuativo, scrivendo canzoni. Ovviamente mi sono trasferito a Milano. E in mezzo a tutto questo nel 2009 sono diventato papà di Leonardo e nel luglio 2010 mi sono sposato con Federica, la donna che amo». Per chi ha scritto negli ultimi anni? «Per diversi artisti della galassia Emi. Sono sotto contratto con la Emi. L'album "Dimmi cosa sogni" di Jessica Brando include anche un mio primo testo come autore, dal titolo "Tu vuoi quello che non hai" (musica Gaydou). Quattro brani, di cui sono coautore insieme a Mattioni, sono stati pubblicati nell'album "Parto da qui" di Valerio Scanu. Ho collaborato anche con Irene Fornaciari ed Elisa». "Sarà abbastanza" è il singolo d'esordio. Prossima tappa? «Il singolo, distribuito dalla Pirames International, è diciamo così il preludio a un album che sarà registrato nei prossimi mesi. Tuttavia non ho intenzione di abbandonare il lavoro di autore che mi appassiona». Ci sono artisti maremmani, di talento, che ha conosciuto in questi anni e che, a suo avviso, possono farcela? «Sì, molti. Penso a Clarissa Lelli, conosciuta a Castrocaro, oppure a "Macro" Marco Legaluppi, il rapper, un altro bravo. Senza contare la follonichese Luna, che di strada ne ha già fatta tanta o Iole Canelli di Albinia, anche lei grande voce, grande talento. E poi mi hanno parlato di Lucio Corsi, 19 anni. Super. Insomma non mancano i talenti. Più difficile è trovare la strada che porta al successo. Basta chiedere a Quartiere Coffee o alla stessa Jessica Brando. Ah, voglio aggiungere che per il mio primo singolo ho coinvolto i musicisti con i quali sono cresciuto: Leonardo Marcucci (arrangiamenti e chitarre), Alessio Dell'Esto (basso), Giulio Pineschi (chitarre) e Mario Corsi (batteria). Mi sembrava giusto partire da casa. Da piccoli, quando facevamo le prove, ci immaginavamo il nostro primo singolo, il disco. È la realizzazione del nostro sogno». ©RIPRODUZIONE RISERVATA