Solerte: «Un nuovo modo di allenarsi per la Grignanese»

di Tommaso Caramelli wPRATO Un'estate turbolenta ed un cambio di rotta deciso. La Grignanese si è affidata alle mani esperte di Luigi Solerte, nella scorsa annata tecnico degli Allievi del Jolly e Montemurlo, che ha reso subito chiare quali sarebbero state le priorità nella sua agenda di lavoro da nuovo Responsabile della Scuola Calcio: formazione dei tecnici e tanto lavoro sul campo. Da Montemurlo a Grignano, cosa ti ha spinto ad abbracciare un progetto stimolante ma anche difficile, come quello della Grignanese? «Ho lasciato Montemurlo per motivi strettamente personali, il lavoro mi impediva di dedicarmi al 100% al ruolo che mi era stato assegnato così ho preferito farmi da parte e aspettare la giusta telefonata». Che è arrivata dai vertici della Grignanese: il presidente Biancalani e il ds Facchi. «Esatto. Mi hanno proposto il ruolo di responsabile della Scuola calcio e parlando con loro ho capito che poteva essere un progetto interessante anche se partivamo quasi da zero: all'inizio di settembre avevamo pochissimi bambini, adesso siamo riusciti a completare le annate del 2002 e del 2004, mentre per i più piccoli, 2006 e 2007, siamo vicini a mettere insieme almeno una formazione». E' quasi un mese ormai che state percorrendo una strada nuova per quanto riguarda la metodologia degli allenamenti nelle Scuola calcio, di cosa si tratta nello specifico? «E' il cosiddetto Metodo coerver coaching. Nella serata della presentazione erano presenti personalità importanti del mondo della Scuola calcio come Ruggero Radice, allenatore con patentino Uefa A e coordinatore dell'attività di base dell'Ac Siena, e Lorenzo Fontana, allenatore Uefa B e istruttore Coerver coaching. Questo metodo si basa sui sei elementi di quella che viene definita "la piramide di sviluppo del giocatore": Il dominio della palla, il receiving/passing ovvero ricezione e passaggio, il moves 1vs 1 (le finte), lo speed (velocità con e senza pallone), il finishing (l'atto conclusivo dell'azione, il tiro) e infine il group attack, ovvero l'allenamento dell'attacco di gruppo visto che troppo spesso nella fase di ripartenza l'azione è affidata all'azione del singolo». Al centro di tutto rimettete quindi la Tecnica.. «Proprio così, sistemi di gioco e tattica collettiva rimangono momenti importanti ma crediamo che l'aspetto fondamentale, soprattutto nella Scuola calcio ma non solo, sia la padronanza della tecnica di base e istruire i nostri allenatori a toccare le corde giuste è primario. Nel corso dell'annata faremo inoltre degli stage in cui valuteremo i progressi dei nostri tecnici: l'obiettivo è quello che in ogni allenamento si riconosca un metodo comune e condiviso come accade già a Capostrada da 3 anni. Noi a Prato saremo i primi». Non c'è però solo la tecnica e il lavoro sul campo nel vostro programma, avete idee chiare anche sul ruolo del società nel tessuto urbano non è vero? «E' un altro aspetto focale del nostro lavoro. La stretta connessione con la Parrocchia di Grignano ci incoraggia ad assumere un ruolo che va al di là dello sport ma che includa anche quello del campo di calcio come luogo di aggregazione per il Quartiere. L'idea è quella di far diventare la nostra sede il corrispettivo di una piazza, dove si giocherà ovviamente a calcio ma dove sarà anche possibile incontrarsi senza l'assillo del risultato».