Due tecnici, pochi punti: ma non è il momento di fare processi

GROSSETO Non è ancora il tempo dei processi. Troppo facile sarebbe adesso sparare su questo o quello, alla ricerca del responsabile dell'orribile classifica biancorossa. Un altro allenatore se ne va, così com'è stato per molti, senza rimpianto, senza lasciar traccia memorabile. E dire che il presidente Camilli lo aveva indicato come l'unico tecnico di un certo livello, dai tempi di Stefano Pioli. Un abbaglio? Probabilmente sì, come molti commessi quest'anno, all'indomani della conferma della squadra in serie B. Il Grosseto cambia ancora, per la gioia di tutti quelli che questo 5-3-2 mal lo digerivano. Per la gioia di tutti quelli che non capivano certe scelte. Su tutte, un Olivi congelato in tribuna, pare solo per motivi personali, piuttosto che tecnici. In ogni modo, Mario Somma saluta tenendo fede alla propria coerenza. Ha sposato un modulo, una filosofia, per altro a lui quasi sconosciute (profeta com'era invece del 4-2-3-1) e con esse è andato a fondo. Malgrado tutte le belle risposte avute, ogni volta che era tornato sui suoi passi, con la difesa a 4. La peggiore partita della sua gestione. Così l'ha definita nella sua ultima conferenza stampa. Sempre in ritardo sulla palla, aveva anche detto, parlando di squadra spremuta, sia fisicamente che mentalmente. L'impressione però, è che la condizione fisica e mentale della squadra fosse questa già da qualche partita. Segno evidente di molti errori a monte. Ma non tutte le colpe vanno attribuite al tecnico. O meglio, ai due tecnici, Moriero compreso. In due, ben diversi uno dall'altro, da questa squadra hanno spremuto una miseria, provando ogni tipo di gioco, ogni tipo di uomini. E allora? Difficile trovare il bandolo della matassa. Il prossimo allenatore sarà alle prese con un problema ancora più grande dei 6 punti iniziali di penalizzazione. Aggiungere pressioni serve a ben poco. Così come andare a cercare i colpevoli. La salvezza, a questo punto, sarebbe qualcosa di simile a un vero e proprio miracolo sportivo. Molto dipenderà dalle scelte sul prossimo mercato di gennaio. Ma sino ad allora, servono punti, punti e ancora punti. Oggi è facile dire ogni cosa. Il partito di quelli che immaginavano questo scenario è folto, ma anche questo serve a ben poco. Somma ha provato a fare qualcosa, secondo quello in cui credeva. Forse oggi però, è diventato troppo opinionista, per essere di nuovo allenatore? Magari lo rivedremo presto in televisione. Ma l'uomo Somma, davanti a telecamere e taccuini, nella sala stampa del Castellani, sembrava ormai un tecnico che si era arreso. Consapevole del suo destino, già nelle prime dichiarazioni. Ha rispolverato alla fine anche Ronaldo e Esposito, ma non è bastato. Tradito da quel tiraccio di Lupoli che avrebbe cambiato tutto. Tradito, forse, da una parte della squadra. Alla fine, Camilli è esploso. La sua rabbia, la sua caparbia voglia di non mollare, di crederci sino in fondo, hanno portato all'ennesimo, inevitabile esonero. Paolo Franzò ©RIPRODUZIONE RISERVATA