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Due campionati decisi da una partita

ROMA Calato il sipario sulle Olimpiadi, al centro della scena sportiva torna il calcio e in questi fine settimana prendono il via i due campionati più seguiti d’Europa e forse del mondo, Premier League e Liga. Il leit motiv è uguale per entrambi: un duello tra le due di Manchester in Inghilterra, con il Chelsea possibile terzo incomodo, e l’eterna sfida Barcellona-Madrid in Spagna. Il derby inglese. Sia il City, sia lo United hanno fatto parlare di loro in settimana, i campioni in carica conquistando la Community Shield (equivalente della Supercoppa) ai danni proprio del Chelsea, e i cugini con l’ingaggio del bomber olandese Robin Van Persie. Che i team guidati da Roberto Mancini e Alex Ferguson siano i favoriti lo confermano anche i bookmaker, che danno in lieve vantaggio il City sullo United, mentre più staccati sono, nell’ordine, Chelsea, Arsenal, Liverpool e Tottenham. Il City - che esordirà domani contro il Southampton - ha dimostrato proprio contro i Blues di essere una squadra completa e - se finora è arrivato solo il centrocampista Jack Rodwell dall’Everton - ha ora il vantaggio della fiducia nei propri mezzi che viene dalle vittorie. Sir Ferguson potrà schierare in attacco un uomo da 30 gol a stagione come van Persie, potendo così affrontare con autorevolezza i decisivi scontri diretti. Lunedì l’esordio per il Manchester United, in casa dell’Everton.«A mio parere l’United è la grande favorita - dice Mancini - dato che ha anche preso il miglior giocatore della scorsa stagione e ora è ancora più forte». Il Chelsea ha investito 60 milioni di sterline per Oscar, Hazard e Marin, centrocampisti con vena offensiva. Come al solito, i soldi non mancano ma Di Matteo avrà vita dura se non riuscirà a farli fruttare. A Londra scalpita l’Arsenal, ma bisognerà vedere se «l’inevitabile addio di van Persie», come lo ha definito Wenger, sarà colmato dai nuovi arrivi Podolski, Giroud e Cazorla. Liverpool e Tottenham possono migliorare, ma restano lontani. L’eterno clasico. In Spagna, a poche ore dal via della nuova stagione - Real e Barcellona esordiranno in realtà solo domani ospitando rispettivamente il Valencia e la Real Sociedad - è stato trovato un accordo triennale sui diritti tv che ha evitato un ventilato rinvio, come avvenuto invece lo scorso anno per il contratto dei giocatori. Non c’è ancora l’accordo, invece, con le tv straniere e così non si sa se e quando in Italia si potranno rivedere le partite della Liga, che a Sky costerebbero quasi il doppio. A fare la parte del leone negli introiti restano ovviamente i bianchi di Madrid e i blaugrana, che anche in virtù della torta televisiva - se ne accaparrano in due quasi la metà - si presentano anche quest’anno senza rivali sul campo. Sul piano tecnico mancherà dopo anni la sfida Guardiola-Mourinho, dato che il catalano si è preso una pausa lasciando il posto al suo vice. Il portoghese ha dichiarato che vorrebbe d’ora in poi essere chiamato “Only One”, visto che è l’unico ad aver vinto il campionato in Inghilterra, Italia e Spagna. Sul fronte del mercato le due rivali si sono mosse poco, con l’arrivo di Jordi Alba alla corte di Tito Vilanova - ma c’è anche l’importante recupero di David Villa in attacco - e il quasi definito ingaggio di Modric per il Real. Per il primo confronto tra le due - in campionato sarà il 7 ottobre al Camp Nou - non bisognerà attendere molto, dato che il 23 agosto è in programma la Supercoppa spagnola, quando si rinnoverà la sfida tra Messi e Cristiano Ronaldo. Il primo si è dimostrato già in gran forma guidando mercoledì scorso l’Argentina al largo successo sulla Germania, ma Ronaldo è subito pronto a ribattere.