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Laureati, ma sempre più senza lavoro

ROMA A inizio 2012 il numero di laureati senza un posto di lavoro ha superato quota 300 mila, registrando un’impennata del 41,4% nel giro di un anno. In Italia la disoccupazione colpisce tutti, anche chi ha i cosiddetti «pezzi di carta». Anzi negli ultimi mesi sembrano proprio i più titolati a risentire dell’ondata di disoccupazione, tanto che un livello così alto di laureati a caccia di un impiego non si registrava almeno dal 2004. A pagare il prezzo più alto sono ancora una volta le donne e il Mezzogiorno. Insomma i numeri dell’Istat sul primo trimestre dell’anno certificano come gran parte di chi esce dalle università o dalle scuole di specializzazione poi vada dritto a casa. Inoltre molti si scoraggiano, rinunciano a cercare un posto e stanno così ai margini del mondo del lavoro, ricadendo nella zona grigia degli inattivi. Di certo nei primi tre mesi del 2012 un contributo al picco di 2,8 milioni di disoccupati è arrivato proprio da chi ha investito risorse e tempo nello studio. Naturalmente il rialzo dei senza posto tra chi è dottore deriva anche dalla crescita del numero dei laureati, che ha raggiunto quasi i 6 milioni. L’occupazione nel 2011 ha comunque «tenuto». Dall’estate scorsa l’Italia è tornata in recessione, ma l’andamento dell’occupazione - rileva una indagine del Centro studi di Confindustria - nella media 2011 ha registrato una sostanziale tenuta. «Ciò grazie sia all’effetto positivo del seppur lento e parziale recupero del Pil tra la fine del 2009 e l’inizio del 2011 sia al fatto che le imprese, nonostante livelli di attività molto bassi rispetto a quelli pre-crisi, hanno risposto alle contrazioni di produzione e ordini nella seconda parte dell’anno espandendo di nuovo il ricorso alla cassa integrazione».