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La Cisl porta Obama in Tribunale: antisindacale

LIVORNO Il destino di 55 esuberi di Camp Darby passa dal Tribunale. Per venerdì 27 settembre, infatti, il giudice del lavoro Elisabetta Tarquini ha convocato i sindacalisti della Fisascat/Cisl e il governo degli Stati Uniti d’America: in quell’occasione dovrà pronunciarsi sul ricorso presentato dallo studio legale Cerrai – che affianca la battaglia del sindacato – contro i licenziamenti comunicati dall’amministrazione americana. Secondo i legali Umberto Cerrai, Agnese Bertini e Chiara Serradimigni – promotori del ricorso - il governo Usa in tutta la vicenda avrebbe adottato una condotta «antisindacale» e per questo motivo – in ottemperanza all’articolo 28 dello Statuto dei lavoratori – anche i licenziamenti dovrebbero essere revocati. «Il sindacato – commenta l’avvocato Umberto Cerrai – non è stato preventivamente coinvolto nella verifica della reale sussistenza delle cause che avrebbero prodotto gli esuberi del personale. Nella verifica della consistenza, non solo numerica, di tali esuberi. Ed è stato completamente escluso dalla individuazione e dalla scelta del personale da licenziare. Così facendo il governo Usa ha compromesso il ruolo e la funzione che la contrattazione collettiva e la legge riconoscono al sindacato». Una curiosità: «La causa, nonostante abbia carattere di massima urgenza – spiega Vittorio Salsedo, segretario generale di Fisascat Cisl - verrà trattata solo il prossimo 27 settembre, poiché in questo caso il ricorso della Cisl deve essere notificato direttamente alla Casa Bianca, al presidente pro-tempore degli Stati Uniti d’America. E questo adempimento richiede tempi tecnici non immediati». Mai, che si ricordi, una controversia tra sindacati e amministrazione degli States si era spinta fino a questo punto. «Del resto – osserva l’avvocato Cerrai – il governo Usa ha firmato il contratto collettivo nazionale per il personale civile non statunitense delle forze armate Usa in Italia. Un contratto pienamente applicato a Camp Darby. Ma, di fatto, bypassato in questa vicenda». «Sono proprio curioso di vedere se in tutta questa storia prevarrà la legge italiana o altro» dice Salsedo. Intanto oggi circa 35 dipendenti dovranno dichiarare la loro disponibilità o rifiutare il trasferimento (dal 1° ottobre) a Vicenza. Molti di loro discuteranno con i legali sul da farsi oggi nella sede Cisl. Gli avvocati proporranno ai lavoratori anche un’altra strada: la vertenza individuale per ottenere la riassunzione. Il comandante della base di Vicenza, Buckingam, in occasione della visita a Camp Darby oggi, si è reso disponibile ad incontrare i sindacalisti. Intanto ieri il personale dell’Army Field Support Battalion ha assistito al cambio tra il comandante uscente Ltc Rick Pierce e quello subentrante Ltc Mark Gray. Intanto anche la Cgil è intervenuta sulla vicenda: «Valutiamo positivamente l’impegno da parte delle istituzioni - commenta Gianfranco Francese, segretario generale della Cgil Pisa - di convocare un tavolo di confronto a cui ciascuna delle parti ha potuto ribadire la propria posizione, ritenendo questo un elemento necessario per intraprendere un percorso nella piena trasparenza». ©RIPRODUZIONE RISERVATA