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Menu musicale per conquiste al chiaro di luna

di Guido Siliotto Laura Gramuglia è una delle voci più amate di Radio Deejay e il suo "Rock in Love. Da Elvis e Priscilla a Kurt e Courtney, 50 storie d’amore a tempo di musica” (Arcana, pp. 192, euro 16) è uno dei libri musicali più sfiziosi del momento. Sebbene nell'immaginario collettivo, come sottolinea anche Linus nell'introduzione, "essere fidanzati non è assolutamente rock", in realtà anche le più selvagge rockstar non sono insensibili a quel sentimento che fa girare il mondo e la testa. Un tema ricco di spunti, specialmente ora che è estate e sognare l’amore sotto l’ombrellone o al chiaro di luna può essere un passatempo divertente. Nel frattempo Laura dà qualche consiglio sulle canzoni - naturalmente pop e rock - che fanno innamorare o che consolano se le cose vanno male. Il tutto declinato a ritmo di rock e pop. «Quale disco riesce a creare la giusta atmosfera per una serata romantica? «Dipende dalle intenzioni che abbiamo per quella sera. Io non credo però esistano dischi di sottofondo. Ecco, l'ho detto. Ogni musica va ascoltata con la massima attenzione e magari archiviata se non di nostro gusto. In ogni modo, il disco scelto per una serata a due è comunque un ottimo spunto di conversazione per rompere il ghiaccio e conoscere i gusti del partner. Il rischio è quello di ritrovarsi sul pianerottolo nel giro di una manciata di minuti oppure quello di saltare direttamente al dessert. Questo almeno se foste miei ospiti. Per la mia ultima cenetta romantica ho scelto un grande classico, "Blue Valentine" di Tom Waits. Poi ho lasciato la scelta al giovanotto che avevo di fronte, il quale si è avventato con avidità dapprima su "The Madcap Laughs" di Syd Barrett e poi sull'intera discografia degli Smiths. Dissolvenza su dolce ancora da impiattare e bottiglie vuote». Quale disco un uomo deve far ascoltare a una donna per conquistarla? «Per esperienza personale confesso di essere caduta più volte a terra durante l'ascolto prolungato di "Murder Ballads" di Nick Cave and the Bad Seeds e di "Harvest Moon" di Neil Young, poi mi sono fatta parecchio male scivolando sull'ugola di Greg Dulli in pieno accordo con quella di Mark Lanegan ai tempi dei Gutter Twins. Anche se resto dell'idea che la più bella dichiarazione d'amore di tutti i tempi, con proposta di matrimonio dipinta sul petto, è quella che Morrissey fece in diretta televisiva durante una puntata dello show inglese Top of The Pops sulle note del brano "William, It Was Really Nothing". Non so se fosse una messa in scena, ma ha importanza?» E per una donna che vuole conquistare un uomo? «Agli uomini che mi piacciono invio costantemente canzoni, dischi e spesso non ottengo la reazione sperata. Solo allora mi rendo conto che si tratta più che altro di esercizi di stile a mio uso e consumo. Mi sono ritrovata comunque più volte a cantare brani come "Not a Pretty Girl" di Ani Di Franco o "Criminal" di Fiona Apple al malcapitato di turno. Negli ultimi anni, le mie "dichiarazioni" si sono arricchite di ogni singolo brano di Amy Winehouse, ma resto dell'idea che la canzone d'amore più bella mai dedicata a un uomo sia "Frederick", scritta da Patti Smith per il compagno Fred Sonic Smith». E se una storia finisce male? Con cosa consolarsi? «In questo caso non abbiamo che l'imbarazzo della scelta. Solitamente, dopo una storia finita male, la nostra unica consolazione è sapere che molti altri prima di noi ci sono passati e sono sopravissuti alla grande, a maggior ragione se si tratta di coppie granitiche che mai avremmo pensato potessero dividersi. Alcuni dischi spesso altro non sono, per chi li ha scritti, che un tentativo terapeutico di pronta guarigione. I brani consigliati al termine di ogni capitoletto di "Rock In Love" molto spesso sono tratti da questa discografia del dolore. Su questo fronte la regina incontrastata è senza dubbio Cat Power. Provate a comprare un suo album dopo l'ennesima storia finita male, anzi fate di più, recatevi direttamente a un suo concerto e il vostro rammarico, se confrontato al suo, vi parrà semplice prurito». Quale disco o canzone si candida quest'estate a far scoccare qualche scintilla? «Non so rispondere, perchè non mi so accordare ai tempi. Preferisco riscoprire dischi del passato esattamente come ritrovare nell'armadio un abito accantonato troppo in fretta. In quest'ultimo periodo mi struggo per qualche ballad di Pete Doherty. Ma non è ancora estate e con la speranza, nemmeno troppo remota, di guarire da questo ascolto sudaticcio, spero di lasciarmi conquistare da corde e voce di Glen Hansard, già voce di Frames e Swell Season e prossimo al suo debutto da solista. Ma se è d'estate bollente che stiamo parlando, allora il consiglio è quello di avere sempre a portata di mano "Exile On Main St." dei Rolling Stones. Sole alto, una buone dose di alcol nel sangue e un pezzo come "Happy" nelle orecchie: c'è altro che si può desiderare da qualche giorno di relax?». ©RIPRODUZIONE RISERVATA