23 giugno 2012 —
pagina 07
sezione:
Nazionale
di Vindice Lecis wROMA Ieri hanno scioperato i Cobas contro le «politiche liberiste» del governo Monti mentre gli operai della Fiom hanno contestato il ministro Fornero a Bergamo contro la riforma del mercato del lavoro. Che non piace nemmeno al presidente di Confindustria Giorgio Squinzi che l’ha bollata come «occasione persa». In una giornata di aspro confronto è anche arrivata la decisione di Cgil, Cisl e Uil di mobilitarsi contro i tagli della «spending review» nella pubblica amministrazione, che per martedì hanno promosso due ore di fermata con assemblee. I sindacati di base hanno scioperato contro il governo. Un corteo è sfilato a Roma e un altro a Milano. «Fermiamoli» si leggeva nello striscione di apertura del corteo romano dietro il quale hanno sfilato vigili del fuoco, lavoratori coop, ex interinali Inps, lavoratori immigrati. Un gruppetto di manifestanti ha lanciato fumogeni e uova contro un bancomat della Deutsche bank la cui porta è stata «murata« con mattoni. Danneggiate le vetrine di una filiale Unipol e le vetrate di un albergo. Lo sciopero ha causato ripercussioni negative sui trasporti pubblici. Il ministro Fornero è stata attesa da qualche centinaio di lavoratori, molti dei quali operai Fiom della Same di Treviglio, davanti all’ingresso del teatro Donizetti di Bergamo per l’assemblea di Federmeccanica. Anche il segretario Fiom Landini è stato contestato da alcuni dei partecipanti. Il ministro è entrato da una porta secondaria e, durante il suo intervento, ha confermato di non voler fare passi indietro «ma solo passi in avanti» nel caso il governo italiano si presentasse al prossimo consiglio europeo del 28 e 29 giugno senza la riforma del mercato del lavoro. Il ministro ha ammesso che non si tratta di una «riforma perfetta, se ci fossero delle modifiche le faremmo pensandole con sano pragmatismo». Gli ha risposto Giorgio Squinzi presidente di Confindustria, parlando di «occasione persa perché non ci aiuta ad affrontare meglio il nuovo contesto globale». Servono dunque «correttivi subito senza aspettare la sperimentazione». I sindacati hanno nel frattempo aperto il fronte del lavoro pubblico contro le «misure inaccettabili» del governo. ©RIPRODUZIONE RISERVATA