16 giugno 2012 —
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sezione: Viareggio
Milano non molla, supera la Montepaschi Siena 88-83 in gara 4 e tiene ancora aperta la serie finale per lo scudetto. Con orgoglio e con un bel secondo tempo la squadra di coach Scariolo (nella foto) annulla dunque il primo dei 3 match-ball ai campioni d’Italia di Pianigiani che si vedono costretti a rimandare a domani sera, davanti al proprio pubblico, il tentativo di riconfermarsi i numeri 1 del basket tricolore per la sesta volta consecutiva che costituirebbe il record di ogni tempo per il basket italiano. Decisivo il break di 11-0 per Milano all’inizio del secondo tempo, dopo che Siena aveva chiuso avanti per 37-33 all’intervallo lungo. Ma la Mens Sana non ha comunque mollato, è rimasta in partita fino alla fine e determinanti sono stati i tiri liberi realizzati nel finale prima da Cook e poi dall’ex Hairston, dopo che una tripla di Stonerook ed un canestro da sotto di Lavrinovic aveva portato i senesi a un solo punto dal possibile overtime. OKLAHOMA CITY Miami e i suoi “big three” si prendono subito la rivincita, dimostrando di avere imparato - almeno in parte - la lezione e riportando in parità la serie finale della Nba sull’1-1: ma col particolare non di poco conto di aver vinto ieri notte in casa di Oklahoma, e di disporre adesso di 3 partite consecutive in casa che potrebbero - non è successo quasi mai, in verità - se vinte tutte e tre chiudere la serie e valere il sospiratissimo anello. Miami è la prima squadra ad espugnare il campo di Oklahoma City nel corso dei playoff. In gara 2 gli Heat si sono imposti per 100-96 resistendo, non senza grande suspense, al nuovo, imperioso ritorno dei Thunders e di Kevin Durant. Così come in gara 1 la franchigia della Florida è partita a razzo subendo poi la progressiva rimonta di “Okla”che è tornata nel finale a stretto contatto esaltando nuovamente i propri tifosi con una rimonta-fotocopia. Questa volta però i padroni di casa non sono riusciti nell’impresa. Le ultime speranze di Oklahoma infatti si sono spente su un tiro fallito di Durant marcato al limite del fallo e forse anche oltre da LeBron James. Proprio la stella di Miami è stato il grande protagonista della gara con 32 punti. Bene anche Dwayne Wade con 24 e Chris Bosh, 16 con 15 rimbalzi: come dire che tutti i “big three” stavolta hanno risposto presente, e questo ovviamente ha fatto la differenza. In casa Thunders inutili i 32 di Kevin Durant ed i 27 di Westbrook, che peraltro hanno giocato un brutto primo tempo nel quale avevano messo a segno meno di 20 punti in due. «Non possiamo partire sotto 18-2, specie in casa - ha spiegato Durant - è un aspetto che dobbiamo urgentemente migliorare»: analisi e autocritica esatte, “Okla” non può pensare ogni volta di affidarsi al secondo tempo per recuperare margini superiori ai 10 punti e infatti ieri notte il miracolo non è riuscito. «Questa volta quando ci hanno rimontato non abbiamo mollato. Siamo tornati in attacco ed abbiamo iniziato ad eseguire - gli ha fatto eco LeBron James - giochiamo contro una grandissima squadra e per vincere dobbiamo sforzarci sempre su ogni possesso fino alla sirena finale della gara. Non ci sono segreti, per vincere l’anello bisognerà sputare sangue». E anche lui in tal modo ha centrato il problema: Miami ha bisogno di una difesa cattiva e di almeno 35 minuti al top per mettere sotto una squadra più giovane ed entusiasta; in particolare ha bisogno di almeno 70 punti dai “big three”, che infatti ieri notte sono arrivati e sono stati determinanti.