11 giugno 2012 —
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sezione: Pontedera
di Fiammetta Cupellaro wROMA In Emilia Romagna, la terra non smette di tremare, mentre continuano le polemiche per il documento della Commissione Grandi Rischi, che dà come «probabile» una ripresa dell’attività sismica tra Ferrara e Finale Emilia con «eventi paragonabili ai maggiori registrati nella sequenza». Intanto, oggi il governo firmerà l’ordinanza sulle deroghe agli esami di maturità. Come è avvenuto all’Aquila nel 2009 «saltano» le prove scritte per gli studenti dei comuni colpiti dal sisma in Emilia Romagna, Veneto e Lombardia (soprattutto nelle province di Bologna, Modena, Ferrara, Mantova, Reggio Emilia e Rovigo) che dovranno sostenere sia gli esami di terza media che la maturità. I candidati all’esame di Stato sosterranno solo i colloqui, non prima del 20 giugno, giorno in cui nel resto d’Italia si svolgerà la prova d’italiano. Attesa anche per il consiglio straordinario di Confindustria Emilia Romagna che si terrà domani a Finale Emilia dove sono attesi sia il presidente nazionale dell’associazione, Giorgio Squinzi, che il ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera. All’ordine del giorno: avviare la ricostruzione delle fabbriche nel più breve tempo possibile e la ripartenza delle attività produttive. Il clima tra gli imprenditori delle zone colpite dal terremoto è teso. Chiedono che vengano effettuati i controlli di agibilità sui capannoni chiusi dalle ordinanze dei sindaci e che arrivino in fretta i fondi per la ricostruzione. Il ministro Passera nei giorni scorsi aveva cercato di rassicurare gli imprenditori. «Questo è un terremoto che tocca una delle zone più attive e ricche di imprenditorialità e ha determinato un problema inedito per dimensione sul fronte del tessuto economico - ha detto il ministro - è necessario fare in modo che si possa tornare a lavorare più velocemente possibile in condizioni di sicurezza». Domani il confronto diretto con gli operatori economici. ©RIPRODUZIONE RISERVATA