La tessera-madre ha suscitato un vespaio di polemiche e risultati molto contraddittori, vedremo se la tessera-figlia avrà migliore accoglienza. Il presidente dell’Osservatorio Ciullo e il direttore della Lega Calcio Professionistico Ghirelli hanno infatti sottoscritto un accordo che prevede l’introduzione di una tessera del tifoso di nuova generazione denominata S-Card (Supporter Card). La S-Card si pone innanzitutto l’obbiettivo di migliorare i percorsi di fidelizzazione attraverso incentivi, sconti e un agevole rilascio della card che, non avendo a bordo alcuno strumento di pagamento, potrà essere ottenuta in tempi ristrettissimi. FIRENZE Stadi all’inglese, senza barriere. A misura di famiglia, come il modello inglese insegna, come tutti gli esperti raccomandano se davvero si vuol far tornare un po’ di gente alla partita, e in ultimo come dimostra in modo eloquente l’esperienza dello Juventus Stadium progettato dall’architetto Zavanella che è piemontese di nascita ma toscano di adozione. Da anni sono belle parole, ora però potrebbero diventare fatti. Perché la Lega Pro, dall’anno prossimo, diventerà una sorta di laboratorio per la sicurezza e il nuovo corso, con l’avvio di progetti di stadi senza barriere. I primi esperimenti saranno condotti a Catanzaro, L'Aquila, Perugia e Cremona ma sono in corso contatti per altri 5-6 impianti. Ed entro il 2014 tutti gli stadi della vecchia serie C - compresi ovviamente quelli toscani - dovranno avere eliminato gabbie, barriere e divisori. Insomma, la svolta stavolta sembra in atto. Quello che è certo è che di una svolta c’è un gran bisogno, oggettivo: gli stadi non sono mai stati così deserti e di questo passo le sagome di spettatori di cartone di Trieste non sono destinate a rimanere un esperimento stravagante e isolato.A livello di serie A la percentuale italiana di riempimento degli impianti (intorno al 60 per cento) è di almeno 15-20 punti inferiore a quella dei Paesi-guida d’Europa, e le ragioni sono parecchie, si va dall’onnipotenza della tv ai biglietti troppo cari, alla tessera del tifoso che ha spaccato - o in certi casi cancellato - il tifo organizzato delle curve. Nelle categorie inferiori, però, va anche peggio: per come è concepita adesso, la Lega Pro non attrae affatto, e questo emerge chiaramente dallo studio statistico annuale del sito specializzato stadiapostcards.com sulla media spettatori di ogni società. Qualcosa - molto - sembra da cambiare, e non è un caso che il presidente della Lega Mario Macalli, forse già dalla prossima stagione, possa reintrodurre i gironi “territoriali“ nell'ottica di una serie C unica e sessanta squadre, con l’obbiettivo di tornare ai derby che tanto appassionano i tifosi, e ad una composizione dei gironi più logica e meno dispendiosa. Poca gente sugli spalti, dicevamo. Perché se si fa eccezione per qualche grande piazza decaduta dove la fame di calcio è ancora evidente (Terni con una media di 5316 spettatori, Taranto con 4988, Spezia con 4879) dalle altre parti il cassiere non ha più nessun motivo per sorridere. Basti vedere le toscane: Pisa resta la piazza più importante con i suoi 3685 biglietti venduti di media nelle partite casalinghe (38° posto assoluto in Italia, molto più avanti per intendersi di piazze di serie B come Empoli e Grosseto), ma se si analizza il dato dello scorso anno anche all'ombra della Torre Pendente si verifica una non piccola emorragia, quasi mille presenti in meno. Flessione anche per la Carrarese, che nonostante il pienone da 6mila paganti in occasione del derby contro lo Spezia passa da 1.314 spettatori di media a 1.285, mentre il Viareggio lascia sul campo il 33 per cento del suo pubblico (934 paganti di media l'anno scorso, 646 quest'anno), stabili Gavorrano e Borgo a Buggiano, e si parla di 250-300 presenti. In controtendenza, ed è abbastanza sorprendente, c'è soltanto il Prato, proprio la piazza che negli ultimi anni aveva fatto registrare la crisi più profonda di affezione: al Lungobisenzio quest'anno si sono sfiorate le mille presenze, contro le 412 dell'anno passato. Una crescita esponenziale legata al miglioramento della squadra: ma stiamo comunque parlando di una città di quasi 200mila abitanti.