ARCHIVIO il Tirreno dal 1997

«Da Moody’s una trama contro l’Italia»

di Gabriele Rizzardi wROMA «La decisione di Moody’s è di una gravità inaudita. C’é un disegno criminale delle agenzie di rating contro l’Italia e l’Europa». Pier Ferdinando Casini è il primo a contestare il declassamento di 26 banche italiane deciso nella notte ma ad attaccare i criteri e i metodi delle agenzie di rating è tutto il mondo politico. E non solo. A dire “basta, si volti pagina” sono anche i sindacati e la Confindustria. Il più preoccupato è il presidente dell’Abi (l’associazione delle banche italiane), Giuseppe Mussari, che per evitare un «corto circuito dal quale non si uscirebbe», chiede alla Bce di «non tenere conto» dei giudizi di Moody’s e con una preoccupatissima nota spiega perché: «C’è un’aggressione all’Italia, alle sue imprese, alle sue famiglie, ai suoi cittadini. Ancora una volta le agenzie di rating si confermano come un elemento di destabilizzazione dei mercati». Ma a volerci vedere chiaro è anche la Consob che ha convocato per i prossimi giorni i rappresentati di Moody’s Italia per avere chiarimenti. L’allarme dell’Abi questa volta viene condiviso dalla leader della Cgil, Susanna Camusso («Le agenzie di rating ci hanno portato alla crisi finanziaria») ma anche dalla presidente uscente di Confindustria, Emma Marcegaglia: « C’è un attacco continuo che preoccupa». Ma a protestare sono tutti i partiti. Gli esponenti del Pdl colgono l’occasione per togliersi qualche sassolino dalla scarpa e attaccano chi «incensava» le agenzie di rating durante il governo Berlusconi e oggi «protesta». Fabrizio Cicchitto chiede che Monti riferisca alle Camere sulla situazione che si è creata e va giù duro: «L’attacco di Moody’s è la goccia che fa traboccare il vaso». Dopo il clamoroso forfait dato qualche settimana fa «per non discutere di frequenze Tv», il Cavaliere oggi si recherà a palazzo Chigi insieme ad Angelino Alfano e Gianni Letta per incontrare Mario Monti, che sarà affiancato dal sottosegretario alla presidenza del consiglio, Antonio Catricalà. Berlusconi ribadirà il suo no a nuove tasse, spiegherà che d’ora in poi il Pdl non firmerà cambiali in bianco e chiederà al governo di cambiare strada perché «il rigore abbinato alle tasse si sta rivelando suicida per tutta l’Europa». Un cambio di passo lo chiede anche il Pd. Pier Luigi Bersani (che a Porta a Porta si dice «pronto» a fare il candidato premier «se sarà necessario») esorta Monti ad alzare la voce in Europa. «Io batterei i pugni sul tavolo» precisa il segretario dei Democratici, per il quale l’uscita dall’euro sarebbe un «disastro di proporzioni cosmiche». Ma l’attacco più pesante è rivolto alle agenzie di rating che «non si devono permettere» di intervenire sui bilanci pubblici. «Moody’s prima declassa l’Italia perché c’è troppo debito, adesso declassa perché le banche sono molto esposte con le imprese... La verità è che per ubbidire alle agenzie di rating dobbiamo fare manovre restrittive che poratno alla recessione». ©RIPRODUZIONE RISERVATA