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«Alzare l’imposta sui grandi patrimoni»

di Vindice Lecis wROMA L’Imu della discordia non ha padre ed è una patata che scotta. Il leader del Pd Bersani propone di alleggerirla affiancandola a una tassa sui grandi patrimoni mobiliari. Il segretario del Pdl Alfano chiede in una lettera ai sindaci del suo partito di mantenere invariata l’aliquota. Di Pietro, Vendola e la Federazione della Sinistra insistono per abolirla e spostare la tassazione sui grandi proprietari. L’Udc attacca invece la Lega che ha proposto una sorta di rivolta fiscale, accusandola proprio di aver introdotto l’odiata Imu. Mentre il governo è sotto il tiro dei partiti, anche i sindaci si fanno sentire. Il primo cittadino di Livorno Alessandro Cosimi (Pd) accusa l’esecutivo di aver scippato la tesoreria unica «che nemmeno il pirata Barbanera». Per il suo collega di Perugia, Wladimiro Boccali, i Comuni saranno costretti ad adottare la tassa per non azzerare il welfare comunale. E la presidente dell’Umbria, Katiuscia Marini denuncia che l’Imu «così come è stata definita non è sostenibile». Dal Pd giungono solleciti al governo perché discuta con i sindaci. Massimo D’Alema sposa la «preoccupazione dei Comuni che si trovano ad essere esattori di una tassa che è particolarmente impopolare e nello stesso non esserne beneficiari del tutto». La proposta di ridurre l’Imu con un’imposta personale sui grandi patrimoni escluderebbe i due terzi delle abitazioni dal pagamento: basterebbe, spiega Stefano Fassina responsabile economico del partito, innalzare la detrazione da 200 a 300 euro e aumentare l’aliquota per gli immobili a uso residenziale di valore superiore a 1.2 milioni di euro. A due giorni dal voto amministrativo lo scontro si accende. Alle acccuse di aver introdotto l’Imu e aver poi ritirato o la mano, Alfano spiega che non avrebbe dovuto riguardare la prima casa. Il segretario del Pdl ha così scritto ai suoi sindaci chiedendo di «mantenere invariata l’aliquota». La Lega, dopo la lunga esperienza di governo e i pesanti riflessi degli ultimi scandali, organizza invece la «protesta fiscale». L’ex ministro dell’interno Maroni chiama i sindaci in piazza a manifestare il 25 e nega di voler «coprire gli evasori». Accusa anche il premier Monti «di dire sciocchezze» minacciandolo di citarlo in Tribunle. All’attacco anche l’Idv con Di Pietro: «Così com’è strutturata l’Imu è una tassa iniqua e vessatoria perché se la prende con tutti i cittadini». Col governo si schiera pienamente l’Udc. Il segretario Cesa replica ad Alfano affermando che il Paese «non è in grado di sostenere l’abolizione dell’Imu come non è stata in grado di sostenere quella dell’Ici». Casini attacca invece la Lega: «In questi giorni di campagna elettorale si aggirano per la Padania sosia di persone che hanno governato 9 anni su 11 e che ci spiegano che la pressione fiscale è insopportabile». Per il leader centrista è stata infatti la Lega «a regalarci l’Imu». Nichi Vendola afferma che nel Pdl «si accorgono dell’Imu solo alla vigilia delle elezioni. Abbiano il coraggio di abolirla per la prima casa e di mettere una tassa su grandi ricchezze e il centrosinistra colga l’occasione del tracollo del centrodestra per ridare speranza a un paese stremato». ©RIPRODUZIONE RISERVATA