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Annunciati 75 esuberi all’AnsaldoBreda

di Marta Quilici wPISTOIA Settantacinque esuberi a Pistoia nel 2012. E sarà azzerato il lavoro ai 250 addetti dell’incentrato, mentre i 50 interinali in forze da anni negli uffici di via Ciliegiole andranno a casa dal primo febbraio. Era stato annunciato come un piano “lacrime e sangue” e così è stato. Ieri mattina a Roma l’amministratore delegato di AnsaldoBreda Maurizio Manfellotto ha presentato il piano triennale di risanamento del gruppo che a livello nazionale prevede quest’anno 102 esuberi, dei quali la maggior parte a Pistoia, per il 2013 ne prevede 780 e per il 2014 584, attraverso probabilmente, periodi di cassa integrazione. A questi si aggiungono le perdite nell’indotto: il lavoro attualmente svolto dalle aziende che lavorano nello stabilimento di via Ciliegiole, sarà affidato alle maestranze Breda. E questo accadrà in gran parte entro il 2012. Ciò significa che per i 250 operai dell’incentrato non ci sarà più lavoro. I tagli vorrebbero risanare i conti, da anni in rosso, di Ansaldo Breda, ma per i sindacati Fiom, Fim e Uilm, i sacrifici chiesti ai lavoratori sono irragionevoli perché non si accompagnano ad alcuna idea di sviluppo industriale. AnsaldoBreda negli ultimi 6 anni ha generato perdite per un miliardo di euro al quale si aggiungono i 120 milioni euro di perdite annuali per cause strutturali. Per tornare nel 2014 a riassorbire tutti gli esuberi previsti si dovrebbero verificare due condizioni: che il piano di efficientamento dia i frutti sperati e che si sblocchi (e venga vinta da AnsaldoBreda) la gara per i treni regionali attualmente sospesa. Con queste premesse, l’azienda punta a un ricavo nel 2014 di un miliardo di euro che permetterebbe il riassorbimento di tutte le maestranze. . Senza la gara per i regionali si passerebbe al “piano B” che, secondo le prospettive aziendali, prevedrebbe per il 2014 700 milioni di euro di ricavi tra contratti già acquisiti e nuove commesse (soprattutto metropolitane). E questo confermerebbe la necessità dei 584 esuberi alla fine del triennio. Il piano prevede anche una riduzione dell’assenteismo dal 9 al 5%, incremento delle ore lavorate dalle 1220 medie attuali a 1600 ore pro-capite annue, riduzione dello straordinario, utilizzo delle ferie pregresse accumulate, turni di lavoro funzionali alle esigenze aziendali. «L’incontro ci ha lasciato sconcertati – commentano Fiom, Fim e Uilm -. È un piano confuso che contraddice sia gli incontri precedenti che gli accordi già sottoscritti con Finmeccanica (quello del 4 marzo 2010, ndr). Ci sono solo misure indirizzate al “cambio di cultura” che andrebbero a intaccare i diritti derivanti dagli accordi aziendali. È una situazione imbarazzante per chi come noi si è sempre dimostrato responsabile nei confronti di un'azienda che, a detta dello stesso Manfellotto, è priva di un gruppo dirigente adeguato. Non c’è un’idea di come si vuol presidiare il mercato, dopo lo smantellamento della funzione commerciale, né di come si intenda stare in campo per le nuove gare dei treni regionali». Dei quattro stabilimento AnsaldoBreda (Pistoia, Napoli, Reggio Calabria, Palermo) quello siciliano è a rischio di chiusura, mentre quello di via Ciliegiole è quest’anno il più vessato in termini di tagli al personale. Mentre si continua a chiedere un incontro con Finmeccanica e governo, i sindacati hanno indetto per lunedì 4 ore di mobilitazione e sciopero con assemblea, manifestazione e incontro con il prefetto. ©RIPRODUZIONE RISERVATA