Un'altra spedizione in Africa per l'esploratore Luca Lupi

l L'invito a cena è una scia di domande. «Monti vi ha spremuto?». E ancora: «Equitalia vi ha stressato? La crisi vi ha lasciato in mutande?». Lo chiede lo chef Alessandro Signorini (nella foto), titolare con la sua compagna Daniela D'Annibale, del ristorante Nivola a Forcoli. E a chi avrà il coraggio di rispondere a voce lo chef fa una promessa: «Cena gratis». L'iniziativa è per lunedì 30 alle 20,30 ma per sedere a tavola c'è una condizione. «La cena la offro a chi si presenterà rigorosamente in mutande, il costume da bagno non è ammesso. E dovrà dichiarare: la crisi mi ha lasciato in mutande». Un'idea fuori dagli schemi per farsi conoscere e cavalcare gli eventi. Del resto, il locale chiuso da due anni è aperto sette giorni su sette, a pranzo e a cena. «Questa è la mia ricetta contro la crisi». Per info: tel. 334-86198266. di Andrea Lanini wPONTEDERA Ogni spedizione di Luca Lupi muove da qui, da questo studio-ufficio nel centro storico di Pontedera che si chiama come la sua opera più recente e complessa, "Dancalia", due volumi che racchiudono 15 anni di studi e che dal 2009, anno della pubblicazione per i tipi di Tagete e Igm (Istituto Geografico Militare), hanno fatto incetta di premi e riconoscimenti, il più prestigioso dei quali gli verrà consegnato a marzo dalla Società Geografica Italiana: la medaglia d'argento per il miglior lavoro di divulgazione della materia geografica, storica e scientifica.  Sono queste stanze, in effetti, il primo tassello di ogni suo viaggio. Qui avvengono le riunioni coi collaboratori, con i consulenti, con i partecipanti, qui si pianificano percorsi, si mettono a punto dettagli, itinerari, strategie logistiche. Scaffali altissimi fino al soffitto pieni di libri, carte geografiche, oggetti esotici, e naturalmente attrezzature che, anche per chi non se ne intende, sanno d'avventura, di romanzesco. Una via di mezzo tra una puntata di Geo & Geo e un fumetto di Martin Mystère. Se l'eroe Bonelli esistesse davvero e dovesse andare in Dancalia, di certo si rivolgerebbe a Lupi, chiedendogli di accompagnarlo nel cammino tra i deserti. E farebbe bene, visto che l'esploratore-geologo-scrittore pontederese è considerato il massimo esperto mondiale di quell'affascinante, selvaggia regione africana. La nuova spedizione capitanata da Luca Lupi è partita nei giorni scorsi. La prima tappa è stata Addis Abeba, dove dall'11 al 13 gennaio Lupi è stato protagonista di un congresso. Lo abbiamo incontrato prima della partenza mentre, su un grande tavolo di legno, finiva di sistemare la complessa attrezzatura medica («In effetti si tratta sempre di andare incontro a rischi, i viaggi alle cascate del Niagara sono un'altra cosa. Qui vedi un kit di soccorso con bombola d'ossigeno, farmaci che vanno a coprire le maggiori necessità, dal morso del serpente in avanti... adrenalina iniettabile, flebo di fisiologica eccetera. Ad occuparsi di questa attrezzatura ci vuole un professionista: noi abbiamo, come medico della spedizione, Claudio Fucini, dell'Azienda Ospedaliero Universitaria di Careggi»). Un congresso importante: oltre agli ultimi sviluppi dei suoi studi dedicati alla Dancalia e alla depressione dell'Afar, fossa tettonica di forma triangolare che si estende lungo la parte meridionale del Mar Rosso, una regione desertica che si estende per 150mila chilometri quadrati e che viene chiamata "triangolo degli Afar", dal nome della popolazione che la abita, Lupi ha presentato la sua carta geologico-escursionistica in rilievo della macroarea dell'Afar, la prima mai realizzata su questo territorio.  Poi il gruppo, 21 persone (9 donne, tra cui Silvia, la moglie di Luca, e 12 uomini), a cui si aggiungeranno 7 autisti, 2 cuochi, uomini di scorta e guide Afar, ha proseguito verso i propri obiettivi scientifici, tra cui il campionamento geochimico delle particolarissime acque dell'area di Dallol. I geologi della spedizione, su richiesta del professor Orlando Vaselli, geochimico, direttore del Dipartimento di Scienze della Terra dell'Università di Firenze, si dedicheranno in particolare a questa operazione». ©RIPRODUZIONE RISERVATA