ARCHIVIO il Tirreno dal 1997

Boateng da prova tv


 Pepe 10. Ancora lui, decisivo come sempre. Quinto gol stagionale, sotto porta ormai non fallisce un colpo. Letale in attacco, attento e generoso nei ripiegamenti. Un tuttofare che a Conte serve maledettamente.

 Nocerino 9. Chiamatelo bomber: nove presenze messe assieme, già sei reti all’attivo. Facendo una proiezione a lunga gittata, andrebbe in doppia cifre a fine stagione. Un gran colpo per il Milan che lo ha ingaggiato per neppure un milione di euro.

 Julio Cesar 8. Monumento al portierone nerazzurro che compie una parata-miracolo su Ghezzal. L’Inter che risale la classifica - pur giocando male - ringrazia il suo numero uno, impeccabile davanti agli assalti rabbiosi del Cesena.

 Di Carlo 7. Con pazienza ha forgiato il solito Chievo solido ed organizzato. Diciannove punti, lontanissima la zona-pericolo. Il tecnico ciociaro conferma che attualmente Verona è il suo scrigno ideale. Lo scorso anno, di questi tempi, la sua Samp stava iniziando ad annaspare. Stavolta sarà un Natale diverso.

 Denis 6. Ma il Napoli, cedendolo, ed affidandosi come attaccanti di complemento come Pandev. Lucarelli e Mascara (che segnano col contagocce) ha fatto bene? Undici reti già messe a segno, l’autentico braccio armato dell’Atalanta. Argentino superstar anche a Firenze: una delle rivelazioni più luccicanti del campionato.

 Robinho & Pato 5. Delusione per due. I brasiliani non incidono, non graffiano, entrando quasi mai nel vivo della manovra offensiva. Soprattutto Robinho sembra l’ombra del bel giocatore ammirato nel passato torneo. Chissà che la dirigenza rossonera non abbia capito che uno sanguigno come Tevez serve davvero e che l’offerta economica al Manchester City dovrebbe essere aumentata.

 Boruc 4. Vive un momento-no di forma. Si fa sorprendere dal tiro al volo di Masiello. E’ colpevole anche nella dinamica del gol di rapina di Denis. Se pure il portiere dovesse continuare tradire, i problemi per Rossi si dilaterebbero.

 Antonioli 3. Sbaglia maldestramente l’uscita, propiziando il gol-partita di Ranocchia e privando così il Cesena di un punto ultrameritato.

 Mangia 2. Il suo Palermo ancora deve segnare un gol in trasferta. Squadra timida, la classifica che diventa anonima. Sabato, scherzando, ha mangiato in sala-stampa il panettone, pensando di aver schivato l’esonero prima di Natale. Ma Zamparini comincia a non sopportare più queste brutte figure.

 Lecce 1. Peccato mortale. In vantaggio di due reti a pochissimi minuti dal termine si fa raggiungere dal Parma. Mercoledì sera trasferta contro l’Inter, come dire che i punti persi al Tardini peseranno tantissimo.

 Boateng 0. Maggior rispetto per se stesso e per li avversari, please. Contro il Siena si lascia cadere appena scorge la sagoma di Brkic. L’arbitro abbocca e fischia un rigore allucinante. Il ghanese registra una brusca caduta di stile. E pensare che, lo scorso anno, dopo Bologna-Juve, Krasic rimediò una sonora squalifica.
- Giorgio Bicocchi