17 novembre 2011 —
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sezione: Livorno
LIVORNO. Arriva da Pistoia il campanello dallarme per il destino della Wass (ex Whitehead), la fabbrica di siluri che ha il quartier generale di fronte allo svincolo di Salviano della Variante Aurelia. Lha suonato il segretario dei metalmeccanici Cgil pistoiese di fronte agli operai del colosso AnsaldoBreda, infuriati e in sciopero: nel piano di riassetto della capogruppo Finmeccanica, - spiega Nicola Riva, segretario Fiom - «non si parla di alcune dismissioni che, invece, lamministratore delegato di Finmeccanica ha annunciato allindomani: di punto in bianco sembra voglia disfarsi della Wass di Livorno (siluri), OtoMelara di La Spezia (blindati), di AnsaldoMenariniBus e della fiorentina Super Selex».
Disfarsi è da tradurre come vendere. Ma, ascoltando altre fonti, potrebbe trattarsi invece di qualcosaltro: da un lato, la ricerca di partner industriali in Europa, magari per rimettersi sulla pista dellalleanza con i francesi Thales e Dcns; dallaltro, lipotesi di aggregare (per poi vendere?) le controllate italiane, e allora sarebbe probabile il matrimonio con OtoMelara nel segno delle produzioni militari.
Il caso Wass approda ora in consiglio comunale: in forma soft, ma come segnale politico dattenzione. Anche perché: 1) con 400 dipendenti e altrettanti nellindotto, la Wass è ormai una delle principali realtà occupazionali della città; 2) è dentro il Nuovo Centro, che già soffre del ritardato trasferimento del deposito Atl e del mancato arrivo di Ikea.
Parla Russo (Pdl). Il resoconto intermedio di gestione di Finmeccanica (di cui fa parte Wass) ha un passivo che supera i 760 milioni di euro conseguente calo azionario del 14%): è da qui che parte il consigliere Pdl Roberto Russo «preoccupato per le necessarie dismissioni, per oltre un miliardo di euro, annunciate dal gruppo». La preoccupazione riguarda soprattutto lampliamento dello stabilimento di via del Levante, autorizzato dal Comune nelloperazione Nuovo Centro. Un investimento, conferma oggi lassessore Bruno Picchi, che ha già subito un forte rallentamento e ormai rischia di saltare.
Era stata la stessa azienda - ha ricordato ieri in apertura deI consiglio il capogruppo Pd, Massimo Gulì - a chiedere aiuto al Comune per ampliare stabilimento e raggio di azione. Nella scorsa legislatura è stata fatta una variante perché lì non era previsto lampliamento. Ma le licenze non sono mai state ritirate».
Picchi: occhi puntati. Lassessore Bruno Picchi chiarisce che il Comune «tiene docchio la situazione dal febbraio dello scorso anno. Con parecchi incontri con i vertici del gruppo, anche per capire quali intenzioni avessero rispetto agli impegni assunti».
Pochi mesi fa, sono partiti i lavori per urbanizzare larea del futuro Nuovo Centro, tra Coteto e la Scopaia. Picchi ha riferito che alle sollecitazioni del Comune lamministratore delegato di Wass ha risposto che «stiamo valutando con doverosa premura le procedure amministrative e le conseguenti obbligazioni». «Colgo loccasione - continua la nota - per sottolineare come la difficile congiuntura legata alle note difficoltà incontrate sui mercati internazionali ha da tempo costretto Wass a focalizzare la propria attenzione sul mantenimento dei livelli occupazionali dello stabilimento livornese».
La testa nella tempesta. Finmeccanica sconta due guai nella cabina di comando. Luna: è un ciclone linchiesta giudiziaria che ha coinvolto il potentissimo numero uno, Pierfrancesco Guarguaglini, 74 anni, livornese di Castagneto (e con lui la moglie, che guida la controllata Selex). Laltra: allattacco del castello del suo potere è stato inviato da aprile il nuovo amministratore delegato Giuseppe Orsi. A complicare lo scenario è il fatto che, con la fine del governo Berlusconi, sono saltati gli sponsor politici di entrambi.
Annata da incubo. Lotta di potere a parte, Finmeccanica si è trovata a fare i conti con i conti in profondo rosso e una quotazione di Borsa che martedì ha avuto un tonfo del 20% (e appena sei mesi fa era su standard che valevano il triplo di adesso). Pure per la Wass la crisi internazionale marca uno stop: molte Marine militari tirano la cinghia e comprano meno siluri.
Arriva leuro-big. Proprio questo deve aver spinto lazienda ad agguantare al volo lopportunità che le istituzioni locali le hanno dato per guardare anche a nuovi settori civili: il monitoraggio anti-inquinamento, ad esempio. E qui la Wass, che conta su unalta percentuale di laureati, mostra il lato buono sul fronte della ricerca scientifica: sabato prossimo la Commissione europea spedisce a Livorno un altissimo euro-dirigente come Dirk Ahner, che a Bruxelles è numero uno della Direzione politiche comunitarie. Visiterà sia lo stabilimento di via del Levante che lo Scoglio della Regina, dove la Wass in tandem con la Scuola SantAnna sta lavorando a un robot-acchiappainquinamento.
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Juna Goti Mauro Zucchelli