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Conti, tra i fedeli di Steve Jobs

 PONTEDERA. Un spicchio di mela anche in Valdera. Il lutto per la scomparsa di Steve Jobs, fondatore e guida della Apple, colpisce anche la città della Vespa. Un pezzo della storia italiana dei computer e dei prodotti tecnologici della casa di Cupertino passa infatti anche di qua.
 Tempi stretti per lo sbarco della “mela” in Toscana. A Mountain View nel 1976 Jobs, allora ventunenne, fonda la sua azienda nel garage della casa dei genitori adottivi. Appena quattro anni dopo la Data Port inizia a commercializzare, per prima in Italia, i prodotti Apple.
 «Inizialmente fu una scelta obbligata - spiega il titolare Dario Conti -. In questo settore Apple ha precorso sempre i tempi, basti pensare che il primo pc messo sul mercato dall’Ibm risale al 1981».
 Malgrado la maggior diffusione dei prodotti Microsoft, l’azienda nata a Pontedera, con sedi a Bientina, Pisa e Firenze, è rimasta fedele all’azienda di Steve Jobs.
 E la Data Port vanta anche una sorta di record, essendo l’azienda che ha riparato il computer alla figlia di Steve Jobs. «In effetti alcuni anni fa Liza Brennan-Jobs, ultimati gli studi, ha vissuto per un periodo a Firenze e abbiamo avuto l’occasione di aggiustare il suo MacBook».
 Se oggi la comunità degli operatori e dei consumatori di informatica è molto estesa, un passato non troppo lontano riferisce una realtà molto diversa, fatta soprattutto di addetti ai lavori. «Sì, all’inizio non eravamo poi molti - racconta Conti -. Nel 1984 Jobs venne a Roma: in quella sua unica visita ufficiale incontrò 15-20 persone, tutti i rivenditori italiani della Apple. L’azienda aveva meno di dieci anni e lui non era ancora un volto famoso in tutto il mondo. Oggi la realtà sarebbe stata molto diversa».