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Le lettere trovate sul letto dalla mamma disperata

 PISA. Straziata dal dolore Carla Pratelli, ieri mattina, non è riuscita neanche a ricevere i parenti e gli amici che avrebbero voluto portarle il loro abbraccio. Poco dopo la tragedia - quando i carabinieri hanno raggiunto i familiari, il fratello minore di Maurizio, Massimo (Marcello si trova all’estero), e poi la madre di Bernardo - la signora ha consegnato ai carabinieri la busta che aveva trovato sul letto del figlio, senza aprirla. È toccato agli inquirenti scoprire cosa contenesse.
 La donna abita nello stesso palazzo del figlio, in via Lavagna, al piano di sopra. Con lui aveva un legame speciale, strettissimo, reso più fitto, come accade, dopo la fine del suo matrimonio. Nei confronti della madre Bernardo aveva, nel racconto di chi lo ha conosciuto, una sorta di venerazione.
 Il padre si era trasferito a Livorno dopo il legame intrecciato a partire dall’88 con una sua paziente, Guia Calenda. Con lei aveva abitato a Montenero, in una villa in via Byron, uno dei pochi beni rimasti di sua proprietà e che stava vendendo in questi giorni. A Pisa aveva acquistato una casa in via Bixio, che stava ristrutturando.
 Intanto con la compagna si era stabilito in un appartamento in uno dei due palazzi che la famiglia ha in corso Italia, quello di fronte al bar La Borsa. Lì lo ha raggiunto martedì sera la telefonata del figlio. Maurizio, appena arrivato dalla Romania, è sceso di casa ed è andato a parcheggiare la sua Audi 8 nel posteggio che aveva preso nel garage sotterraneo di Corte San Domenico.
 Qui è stato trovato tre ore e mezzo dopo la compagna, insospettita dal suo ritardo. Le urla strazianti della donna hanno squarciato il silenzio della notte, annunciando agli abitanti di via Pascoli la tragedia che si era consumata.
C.V.