Senza Titolo


PRECISAZIONE
Non ho benedetto coppie gay
né intendo farlo

Gentile direttore, come assiduo lettore del suo giornale e come soggetto intervistato, le esprimo il mio profondo rincrescimento, oltre che un autentico disappunto, per i titoli posti sia nella prima pagina che alla pagina 11 de "Il Tirreno" del 27 giugno 2011 all'intervista fattami da Paola Taddeucci, perché essi non corrispondono né al mio pensiero e nemmeno al contenuto del testo.
Sono pronto a difendere i diritti civili di tutti in base alla separazione tra Stato e Chiesa ed alla laicità dello Stato, ma non ho benedetto coppie gay, né intendo farlo.
In ogni caso tale benedizione è ben diversa dal matrimonio, le cui norme sono dettate dallo Stato. Le decisioni del Sinodo autorizzano tali benedizioni, ma lasciano piena libertà alle Chiese locali e, di coscienza, ai singoli pastori.
Capisco che su materie così delicate e scarsamente conosciute sia difficile sintetizzare con titoli idonei, ma in questo caso si tratta di titoli in contrasto con il mio pensiero, con il testo dell'intervista e con l'orientamento di una lunga militanza religiosa e politica.
Domenico Maselli

PESA LA SCONFITTA
Folklore e odio per Silvio
ecco cosa è oggi la Lega

Folklore è stato l'aspetto prevalente dell'adunata leghista sul "sacro suolo di Pontida" come da dichiarazione del ministro degli Interni Bobo Maroni. Ma, e molti leghisti lo hanno capito bene, il folklore va bene quando esiste una linea precisa e ben definita, l'esistenza, cioè, di un progetto serio e credibile.
Quando, però, il progetto non esiste e quando l'affanno è evidente e quando "il capo" non ha da indicare una rotta precisa, allora non resta che il folklore.
Alla lunga, anche se il radicamento della Lega nelle vallate e solo in quelle, per il momento sopravvive, il folklore è destinato a morire.
"Il vecchio Carroccio" manifesta sintomi inarrestabili di vecchiezza e stanchezza. E' rimasto sconcertato dal doppio capitombolo - elezioni, referendum- perchè da quasi 20 anni i leghisti erano abituati solo a vincere e non riescono ad adattarsi alla dura realtà di una duplice sconfitta.
Cerca, la gente leghista, di capire perchè, all'improvviso, sembra avere esaurito la sua spinta propulsiva. Questa "forza propulsiva" è destinata ad esaurirsi perchè la propria classe dirigente chiede la sospensione dei bombardamenti in Libia, non perchè provocano anche vittime innocenti ma perchè "costano troppo e facilitano l'arrivo di altri immigrati", oppure si ritrova quella classe dirigente a pretendere l'impossibile trasferimento dei ministeri in Padania.
Ma appare quasi cadere in un deliquio inarrestabile quando una parte importante del popolo leghista, quello "duro e puro" prende ad urlare, interrompendo il deludente discorso del Capo assoluto, grida con rabbia "secessione, secessione" riproponendo il vecchio slogan ormai consunto e desueto. Forse è stata la reazione al deludente "concione" dell'ormai vecchio e spremuto leader che si è ben guardato a prendere le distanze dal Cavaliere, il nemico che ormai la gente leghista non digerisce più.
La grande folla presente a Pontida fischiava ogni volta che veniva citato il nome del Cavaliere. Bossi ha accennato, ma con graduale prudenza, all'ipotesi, non scontata di una conclusione politica di Berlusconi al termine della corrente legislatura.
Cresce a dismisura una corrente contraria ai comportamenti di Berlusconi, alle sue ossessioni giudiziarie ed a i suoi discutibili comportamenti morali.
Ma ha dovuto "mordere il freno" il popolo leghista perchè le convenienze impongono la continuità di una alleanza sempre più mal sopportata.
E "la ragion di stato" ha prevalso: si è imposta, per esempio, quando il servizio d'ordine di Pontida ha fatto togliere uno striscione provocatorio collocato sul palco del comizio e su cui era stampato questo slogan "Abolite le Provincie e dimezzate il numero dei parlamentari".
Prevale, ormai, nella classe dirigente leghista "una concezione dorotea" del potere che, come la storia recente ha dimostrato, può portare verso un ineluttabile crepuscolo.
Enrico Dello SbarbaIl Centro

REPLICA
Ingiusto e dannoso rimettere
l'Ici sulla prima casa

Egr. sig. Grassini, riferendomi al suo articolo del 23 giugno sulla riforma fiscale, volevo farle notare che le sue idee sulla reintroduzione dell'ICI mi sembrano assolutamente avulse dalla realtà almeno per quanto riguarda la prima casa. In primo luogo ciò sarebbe ingiusto e dannoso nei confronti di centinaia di migliaia e forse anche un milione o più di pensionati che vivono alla meglio con meno di 1000 al mese abitando da vecchia data in case di proprietà: lei certo mi insegna che "proprietà " e "reddito" non sono certo sinonimi o equivalenze, se non per una distorta e cervellotica norma catastale. In secondo luogo sarebbe ingiusto e dannoso nei confronti di chi la prima casa se l'è comprata con mutui dissanguanti.
Per questi due motivi principali (ma ce sarebbero altri) le sue idee non mi sembrano assolutamente condivisibili, e ritengo la sua presa di posizione alquanto affrettata e superficiale. Escludere la prima casa dall'ICI è stato solo un atto di giustizia, etico prima ancora che fiscale: si può accettare il balzello sulle seconde, terze, quarte e così via case in quanto affittate e quindi davvero produttrici di reddito.
Mentre avrei gradito di più conoscere perchè si è determinato lo sfacelo dei conti pubblici e come lei potrebbe rimediare i danni e i debiti fatti dalle Istituzioni per pagare intrallazzi, lussi, debiti, sperperi, assunzioni clientelari, votifici (vedi Enti di Bonifica, Provincie, ASL, e simili), stipendi e pensioni megagalattiche di politici e deputati.
Marco Barberi

FANNO FINTA DI NULLA
Continua imperterrito
il teatrino del centrodestra

Purtroppo il vergognoso teatrino del centro destra continua imperterrito, nonostante gli schiaffi presi ultimamente. Penso pero' che con l'aiuto dissennato degli irresponsabili, questo tran tran continuera' fino alla scadenza del mandato per ovvie ragioni.
Sia Bossi, sia Berlusconi, nonostante la protesta montante della base, specialmente quella leghista, sanno benissimo di non essere piu' maggioranza nel paese, sanno benissimo che andando a nuove elezioni perderebbero ulteriormente terreno e se cio' accadesse si virificherebbero due implosioni, quella del Pdl e quella piu' critica della Lega che sparito il mentore Berlusconi, quale partito si sentirabbe di stringere alleanze con gente egoista e razzista che disonora con il suo comportamento sprezzante verso le istituzioni la nazione. Sarebbe pertanto un triste ritorno alle origini pedemontane, con sogni utopistici di secessione nella quale crede solamente qualche mente malata montata ad arte da troppi discorsi di alcuni dei loro capi.
Del resto anche i cosidetti irresponsabili hanno tutto l'interersse che la legislazione continui, altrimenti perderebbero tutto cio' che di materiale hanno ottenuto alla faccia dell'ideologia politica.
Allora, la situazione per come la vedo e' molto brutta, anzi catastrofica, con una manovra da quaranta miliardi e passa di euro, con una crisi dalla quale non ne siamo mai usciti, chi potrebbero essere i salvatori della patria, Scilipoti, Razzi, la Lega? Ma non scherziamo.

Carlo Giglioli   San Miniato (Pi)