03 maggio 2011 —
pagina 23
sezione: Spettacolo
Un viaggio nei 150 anni dellUnità dItalia in cucina. Gigi e Clara Padovani hanno messo in moto la macchina della ricerca e la passione per le cose buone per regalarci un inedito percorso nelle (vere) prelibatezze italiane e hanno cercato di capire come si è formata la nostra incerta identità culinaria, che allestero ci invidiano, ma che non sappiamo valorizzare al meglio.
LItalia, tanto per intenderci è la nazione europea con più prodotti agroalimentari protetti da una tutela dorigine (215, tra DOP e IGP), Grana Padano e Parmigiano Reggiano insieme valgono oltre 500 milioni di export lanno, esistono almeno 70.000 ristoranti che nel mondo battono bandiera tricolore (anche se quelli autentici sono soltanto 10.000), gli chef e le specialità del Belpaese hanno conquistato la pole position internazionale e per lUnesco la dieta mediterranea è diventata patrimonio dellumanità. Non è poco! Con Italia Buon paese (ed. Blu, 336 pagine, 16 euro, in libreria dal 5 maggio) gli autori ci vogliono far capire cosa è davvero lItalia per lenogastronomia mondiale, ricostruendo una cronologia lunga 150 anni. Dal 1861 quando vengono premiati i Cantucci di Prato allEsposizione di Firenze, al 2010 quando salgono a sei ristoranti con tre stelle della Guida Michelin, passando per il 1891 anno delluscita a Firenze La Scienza in cucina di Pellegrino Artusi, per il 1944 quando a Roma un cuoco inventa la carbonara con il bacon dei soldati americani, per il 1957 quando a Milano apre il primo supermercato italiano, o per il 1964 quando arrivano in commercio i primi vasetti della famosa Nutella.
Quindici ricette, una per decennio, scandiscono poi i mutamenti delle tendenze culinarie del Buon Paese, da Vialardi e Artusi agli chef del nuovo millennio. Un tuffo nella memoria collettiva, per capire quanto della nostra identità (e non solo) si debba alla cucina.
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Federico Ricci