FIRENZE. Manciulli imita lex allenatore Boskov. «Rigore è quando arbitro lo concede? Bene, anche per le elezioni il risultato è quando le urne sono scrutinate», sorride il segretario del Pd. Non si sbilancia: «Sono scaramantico. Facile dire che si vince. Se si fosse votato due anni fa avremmo perso la provincia di Lucca e i comuni di Arezzo e Grosseto», osserva Manciulli.
Ma sono passati due anni, Berlusconi e il suo governo arrancano e i sondaggi non sembrano essergli più favorevoli.
Candidati sindaci esclusi. Per giunta in Toscana, terra avara per il centrodestra, il Pdl ha fatto autogol a Castiglione della Pescaia, roccaforte di Monica Faenzi, dove la lista della candidata pidiellina è stata esclusa (ne parliamo a parte). Sprovvedutezza politica subito imitata anche dalla sinistra. A Gavorrano infatti lex sindaco Massimo Borghi, candidato di Sel (Sinistra ecologia e libertà), superfavorito, rischia di essere ineleggibile in quanto non ha chiesto laspettativa in tempo da dipendente comunale. Due probabili sindaci azzoppati prima della partita. Due esempi di pressapochismo elettorale abbastanza clamorosi.
Mezzo milione al voto. Ma torniamo al Cavaliere. Che domenica a Milano ha tuonato che le elezioni amministrative del 15 e 16 maggio saranno un test nazionale. Un test abbastanza significativo anche in Toscana. Gli elettori saranno quasi mezzo milione e si voterà per il rinnovo di sindaci e consigli comunali di 33 Comuni, di cui 7 al di sopra dei 15mila abitanti (e quindi con il doppio turno che si terrà il 29 maggio, in caso di ballottaggio). Elezioni anche a Lucca per il rinnovo della Provincia. Le sfide politicamente più importanti si svolgeranno, oltre che a Lucca, in tre Comuni capoluogo (Grosseto, Siena e Arezzo).
Sfide a Lucca e Grosseto. Tre gli aspetti interessanti del voto: i riflessi del governo nazionale sul voto amministrativo, il debutto elettorale del terzo polo e lastensionismo. Cominciamo da Berlusconi e dal centrodestra. La sfida con il centrosinistra si giocherà a Lucca, Arezzo e Grosseto (Siena, la rossa, nonostante il ritorno in politica di Claudio Martelli e una certa frammentazione della sinistra, non dovrebbe riservare sorprese al Pd). Arezzo, Grosseto e Lucca elettoralmente sono zone di frontiera in cui storicamente il centrodestra è competitivo.
Per la Provincia di Lucca luscente Stefano Baccelli (centrosinistra) verrà sfidato da Gabriele Brunini, Pdl, che avrà anche lappoggio dellUdc, mentre i finiani e altre liste civiche, tra le quali quella capitanata dellex capogruppo regionale di Fi Maurizio Dinelli) candidano lex consigliere regionale Giuliana Baudone.
Baccelli è ottimista: «Vedo un buon clima intorno alla mia candidatura. Anche persone che non sospettavo promettono di votarmi. Avverto la crisi dei moderati che non si riconoscono più nel Pdl di Berlusconi», spiega il presidente uscente, che per la comunicazione si è affidato alle cure di Claudio Velardi, ex collaboratore di Massimo DAlema.
Pericolo astensione. Dinelli sembra dare ragione allottimismo di Baccelli: «E inutile negarlo. Cè disagio dellelettorato di centrodestra per le vicende di Berlusconi. Sì, gli ultras lo difendono, ma Lucca è provincia moderata, non estremista». Il disagio nei confronti di Berlusconi si avverte, ma ciò non porterà - sempre secondo Dinelli - ad un travaso di voti a sinistra. «Colgo nellelettorato di centrodestra una disaffezione e un disagio che potrebbero indurre allastensionismo». Infine il terzo polo. Per ora abbastanza ondivago. LUdc a Lucca sta con la destra, a Grosseto con la sinistra. Fini a Grosseto vota per il Pdl e altrove si presenta da solo e può, al ballottaggio, favorire il centrosinistra. Solo il voto ne misurerà la forza e forse anche la direzione di marcia da percorrere Fini, Casini e Rutelli: a destra o a sinistra?
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Mario Lancisi