ARCHIVIO il Tirreno dal 1997

A rischio il risanamento della AeB

 VENTURINA. Futuro nero per la AeB Frames di Venturina. Il percorso di risanamento finanziario dell’azienda di infissi e serramenti, individuato con Fidi Toscana, rischia di restare sulla carta.
 Le certezze dei 50 lavoratori ancora in organico hanno iniziato a vacillare quando i sindacati hanno ricevuto la lettera dell’azienda, inviata anche a banche e istituzioni. «L’azienda preannuncia scenari inquietanti», si limitano a commentare Fim, Fiom e Uilm. La preoccupazione, emersa anche nel corso dell’assemblea dei lavoratori di lunedì, è evidente. Tant’è che i sindacati hanno già preso contatti con le istituzioni coinvolte nel percorso di ristrutturazione aziendale. L’obiettivo è ottenere quanto prima un incontro con l’assessore Simoncini - l’invito è esteso al sindaco di Campiglia Soffritti e alla deputata Silvia Velo - per capire cosa ha provocato la rottura fra azienda e Fidi Toscana.
 Per mettere a fuoco il problema occorre fare un passo indietro. A gennaio il management di AeB Frames e Fidi Toscana avevano raggiunto un’intesa di massima per il piano di risanamento della società, su cui grava un debito di 11 milioni, da restituire a un pool di banche composto da sette istituti. La struttura del piano si basa su un fondo di garanzia di 1,3 milioni di euro, a sostegno della creazione di una newco. La nuova società, affiancata ad AeB, dovrebbe farsi carico della produzione e del risanamento del debito. Il passaggio con Fidi Toscana doveva chiudere i conti con le difficoltà del passato, aprendo un futuro diverso per l’azienda di infissi. Ma per sbloccare il fondo di garanzia l’ente ha chiesto in cambio ad AeB impegni economici stringenti.
 E ora la situazione si è fatta confusa e le difficoltà, che sembravano superate, mettono a rischio lo stesso accordo. «Eravamo convinti che il percorso avesse chiuso una fase di estrema difficoltà - spiegano i sindacati - gli obiettivi dell’accordo erano mantenere il lavoro e sviluppare una nuova azienda che garantisse qualità di produzione e occupazione». Secondo le indiscrezioni il piano si sarebbe bloccato per l’indisponibilità da parte dell’azienda a mettere in campo le garanzie finanziarie richieste da Fidi, considerate troppo ingenti. Uno stop definitivo al piano non potrebbe che mettere a rischio la sopravvivenza dell’azienda venturinese.
L.C.