19 dicembre 2010 —
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sezione: Nazionale
ROMA. Lapprovazione del ddl Gelmini è quasi certa, ma loro, gli studenti, non rinunciano a scendere in piazza il 22 dicembre, giorno della votazione finale della riforma universitaria a Palazzo Madama. Però assicurano: «Non sarà una protesta violenta». Piuttosto sceglieranno forme di protesta ironiche mettendo in scena il loro Natale precario. Consapevoli che il Senato, come tutti i palazzi del potere politico della capitale, faranno parte di una zona rossa inaccessibile e blindatissima dalle forze dellordine, gli universitari dei collettivi insieme agli studenti di licei e medie non escludono la possibilità di prendere di mira - per azioni pacifiche sintende - altri simboli istituzionali.
Così, mentre il sindaco di Roma Gianni Alemanno mette a punto con la questura la protezione del centro storico e il governo valuta lapplicazione del Daspo, tra i ragazzi è partito il tam tam della mobilitazione pacifica.
Manifestazioni sono previste per mercoledì prossimo in tutte le città dItalia. A Roma, dalla Rete degli studenti medi è arrivata la proposta di incontrarsi a Piramide con i colleghi più grandi di università e licei, per poi dare vita ad un corteo (al momento privo di destinazione) oppure ad un sit-in. «Siamo certi che non sarà possibile raggiungere il Senato - spiega Luciano Governali di Atenei in rivolta - per questo valutiamo lipotesi di colpire altri obiettivi, come ministeri o Confindustria. Il tema della protesta sarà il Natale, pensiamo di portare dei pacchi regalo sotto le sedi che sceglieremo. E poi vogliamo prendere in giro chi ha detto che eravamo tutti black bloc e avevamo caschi e mazze».
A Roma3 invece, è ripresa ieri loccupazione delle facoltà di Lettere e di Psicologia ed è partita anche una raccolta di fondi per pagare le spese legali degli studenti fermati durante gli scontri del 14 dicembre e rinviati a processo. «Ci stiamo coordinando con la Rete degli studenti e con la Sapienza - spiega Gianna, del collettivo di Roma3 - valuteremo se scegliere un unico obiettivo o più obiettivi. Pensiamo a qualcosa di più scenico, come il Natale precario, la protesta sarà tutta incentrata sul fatto che non siamo solo studenti, ma precari».
Le proteste di piazza coinvolgeranno tutta Italia: da Palermo a Firenze a Reggio Calabria, i collettivi universitari sono in piena attività: le assemblee in corso saranno decisive per stabilire le forme di protesta della settimana ormai alle porte. Intanto, sindacati e associazioni di docenti e ricercatori hanno indetto per domani la Giornata di mobilitazione di tutti gli atenei.
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Annalisa DAprile