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Fucecchio e la lirica un grande amore indimenticabile

 FUCECCHIO. Il nuovo teatro Pacini avrà anche un auditorium per spettacoli teatrali, e magari cineforum. Ma quella sala da 200 posti ha anche un’acustica per opere liriche? La domanda è di alcuni appassionati, che continuano a spostarsi in gruppo per assistere a spettacoli del genere, e vorrebbero non andasse perduta la tradizione che aveva Fucecchio per il bel canto. Prima che nel 1952 quel teatro, con i palchetti, venisse trasformato in un moderno e redditizio cinema, senza più il palcoscenico. Eppure, con il fine di coltivare comunque quella passione, nel 1969 un gruppo d’appassionati fondò l’Associazione lirico sinfonica fucecchiese, con primo presidente Renato Ricciarelli (nonostante il cognome, non parente del famoso soprano Katia).
 Vice, Renzo Checchi e Enzo Pacciani. Segretari Aurelio Mattii e Ornato Brucci. Cassiere Piero Ricciarelli. Consiglieri: Manfredo Trinci, Libero Seghieri, Lidio Guerrieri, Benito Bartolucci. Revisori: Egisto Tognetti e Virgilio Leo. Rappresentante della giunta comunale, Giuseppe Cambi.
 Vennero presi contatti con la direzione del teatro comunale di Firenze, che si adoperava per allargare la passione della musica in provincia. Pur non essendoci più un teatro a Fucecchio, veniva allestita una struttura temporanea al cinema Pacini (per i concerti del maestro Riccardo Muti con l’orchestra del Comunale di Firenze), e successivamente trovata ospitalità al dancing La Nuova Era (per la partecipazione di Severino Gazzelloni con il flauto d’oro). Seguiva un rinfresco in municipio, con il vino di Montellori offerto da Bepi Nieri. L’Associazione organizzò anche grandi gite: alla Scala di Milano, all’Arena di Verona, al Festival pucciniano a Torre del Lago; e persiste tuttora con la maestra Adele Baldini Morini per eventi a Firenze.
 Rievoca Piero Ricciarelli che quando la lirica era in gran voga gli impresari portavano gli spettacoli lirici a Fucecchio «perché se il cantante passava l’esame lì, poteva dalla provincia andare anche nelle grandi città. I fucecchiesi erano esigenti e impietosi».
 Enzo Pacciani citava anche il soprano Alina Galeotti, classe 1906, interprete della “Traviata”, ma che per volere della famiglia fu costretta a dire addio alle scene quando la carriera prometteva bene. Di nobile famiglia, i genitori non tolleravano che Alina calcasse i palcoscenici. E così la giovane si accontentò d’insegnare musica nella scuola d’Avviamento professionale (dove ora è insediato il Sert). E’ vissuta fino al 1982. La più nota voce della lirica fucecchiese è il baritono Giuseppe Montanelli (1879-1963); da non confondere con l’omonimo del Risorgimento che ha il monumento sulla piazza. Eppure il baritono, con grande cruccio di Pacciani, non è menzionato nel libro “Caruso e i grandi cantanti lirici in Toscana”, scritto ai primi anni del Duemila da Mario Del Fante. Una dimenticanza inspiegabile. Basti pensare che a Montanelli dedicò quarantacinque anni fa, in novembre, un servizio la rubrica televisiva Cronache Italiane, su Rai Uno. Le tv private non esistevano. Quel Giuseppe era zio del giornalista Indro, in quanto fratello di suo padre Sestilio. Il critico Massimo Valentini intervistò Ornato Brucci e il tenore sanpierinese Luigi Tavolari.
 La ripresa televisiva venne effettuata da Nedo Guerrieri, fucecchiese, nella bottega del materassaio Brucci in via Verdi (la casa ha tuttora i busti di Verdi e Beethoven). Il baritono Montanelli aveva concluso alla grande la carriera nel 1948, interpretando Scarpìa, nella “Tosca”, al teatro Pacini di Fucecchio.
Luciano Gianfranceschi
   NELLA TRADIZIONE
L’impegno del baritono Morini

 Da una ventina d’anni, a tenere la tradizione di Fucecchio nella lirica è il baritono Carlo Morini. Ha debuttato nel ruolo di Masetto, nel Don Giovanni, nel novembre 1990,al Teatro Verdi di Pisa.La vocalità lo ha fatto particolarmente emergere nel repertorio brillante (Rossini, Mozart) ed in quello verista (Leoncavallo, Mascagni). Inoltre, per varie stagioni ha svolto attività di maestro collaboratore presso il Teatro alla Scala di Milano. Si è visto e ascoltato recentemente al teatro Verdi di Santa Croce sull’Arno, in “Rigoletto” un evento a invito della Fondazione Cassa di Risparmio di San Miniato. A Fucecchio organizza annualmente un concerto lirico estivo nel chiostro francescano.