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Affare da 87 milioni per la Wass


 LIVORNO. La guerra non conosce crisi. Gli Stati devono armarsi o riarmarsi, anche solo per fare deterrenza. E non è un caso che uno dei pochi settori industriali che ha resistito alla recessione è quello militare. Una riprova la abbiamo a Livorno: la Wass, acronimo di Whitehead Alenia Sistemi Subacquei, ancora conosciuta come ex Motofides, negli ultimi tre anni ha assunto cento persone. E ora mette a segno un nuovo successo. E’ di qualche giorno fa il via libera della commissione difesa del Senato a un maxi-ordine di 87 milioni di euro per la fornitura dei siluri «Nps», evoluzione dei Black Shark che armano i sottomarini delle marine di mezzo mondo. Un terzo della maxi-commessa, la parte elettrica del siluro, dovrebbe essere eseguita dalle industrie francesi Thales e Dcn. Tutto il resto sarà fatto a Livorno.
 Piaccia o non piaccia, la Wass può essere considerata un’eccellenza per Livorno. Il “silurificio” di via del Levante dà lavoro a 500 persone, in gran parte tecnici e operai specializzati, e ha chiesto oramai da mesi al Comune di poter raddoppiare lo stabilimento. Certo, è un’azienda sui generis. Dove, se entri, ti fanno lasciare il cellulare in portineria. Dove i rapporti sindacali sono centralizzati, a livello nazionale. Un’azienda singolare anche dal punto di vista sindacale: qui il primo sindacato è la Uil, che ha scalzato la Cisl, mentre la Cgil è una presenza residuale.
 Ora il silurificio cerca di avere anche altri rapporti con la città, grazie a un accordo con il centro di robotica del Sant’Anna, che si è insediato allo Scoglio della Regina. Ma basta sfogliare i bilanci per capire che è il settore militare quello che produce ricavi e utili. Nel 2009 il fatturato non è diminuito come in tutte le altre aziende: si è assestato a 130 milioni di euro, contro i 133 del 2008. «Operando con enti governativi, non abbiamo risentito della congiuntura negativa» si legge nella nota di bilancio. E il lieve peggioramento degli indici economici è dovuto più che altro «ai ritardi nel programma dei siluri leggeri». Indici che, comunque, restano al top: la Wass è l’azienda livornese che genera più utili, con 11,1 milioni di risultato netto (contro i 12,9 del 2008). I ricavi sono stati generati da vendite di siluri leggeri 31 milioni), di siluri pesanti (57), di contromisure (14) e di logistica (sonar, 27 milioni).
 Dopo il successo del siluro pesante Black Shark, che ha armato molte marine militari, è stato brevettato, omologato e prodotto un siluro che costituisce la sua evoluzione: Nsp, il «nuovo siluro pesante». L’omologazione - come risulta dalla nota di bilancio - è del 2009 e ora arriva il maxi-ordine. Ma la Wass ha anche stipulato un contratto per la fornitura di siluri leggeri A244 a una Marina militare asiatica del valori di 82 milioni di euro. Al 31 dicembre 2009 la Wass aveva ordini in produzione o in portafoglio per 308 milioni di euro. Per il 2010 si prevede «una significativa ripresa degli ordini di Mu90, Black Shark e A244». Resta sullo sfondo l’incognita di una possibile fusione con le francesi Thales e Dcn. Un progetto che, secondo quanto riportato da Milano Finanza, sarebbe saltato per problemi di “governance”, mentre per altri analisti è solo rimandato.
 

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- Cristiano Meoni