Il sinistro di Di Bin lancia il bomber «Dionisi esploderà»


LIVORNO.Oggi è l'allenatore degli Allievi del Viareggio, ma negli Anni Novanta Riki Di Bin ha indossato la maglia del Livorno (dal 1993 al 1995) e del Modena (dal 1995 al 1998). Lui, ex terzino sinistro di talento e dal sinistro esplosivo, alla vigilia della partita del "Braglia" ripercorre con la memoria quel periodo della sua carriera.
Riki, apriamo l'album dei ricordi. Quali sono i ricordi più belli legati a quelle esperienze?
«A Livorno la passione della gente per la squadra e per i singoli giocatori. Anche per questo vostro, nostro, carattere passionale ho deciso di trasferirmi qui una volta appese le scarpette al chiodo. Il momento più intenso della mia parentesi modenese è la nascita di mia figlia».
Quello è l'evento più lieto e importante della vita, ma con il calcio c'entra poco...
«Lo so, ma quei tre anni in maglia canarina furono una sofferenza. Lottavamo sempre per non retrocedere e poi là è tutto molto complicato. La gente non ti perdona nulla. Se contesta la squadra è difficile riconquistarla. A Livorno invece è diverso. Basta una partita buona per far pace con i tifosi. Ricordi legati al calcio ne ho anche a Modena, ma in effetti preferisco ripensare a quando diventai padre».
Veniamo all'attualità. Il Livorno è in serie positiva, ma fa bene a non fidarsi.
«Esatto. In serie B ogni partita è di una intensità unica e deve essere affrontata come se fosse una finale. Il Modena ha dalla sua il fattore campo, ma gli obiettivi delle due squadre sono diversi perché il loro è quello di conquistare una salvezza tranquilla. Gli amaranto, invece vogliono e devono vincere. Tra l' altro mi sembra che la squadra di Pillon in trasferta si esprima su livelli ottimali per cui ci sono tutti i presupposti per far bene. Ma, appunto, vietato fidarsi di qualsiasi avversario. Da parte mia spero che il Livorno riesca a portare via i tre punti. Ormai sono livornese di adozione».
Che cosa temere del Modena?
«Provengono dalla bella vittoria di Pescara e al ‘Braglia' vorranno dare continuità a quel risultato. Non sarà semplice, ma credo che il Livorno sia consapevole di questo».
Qual è il giocatore amaranto che può fare la differenza?
«In linea generale Ciccio Tavano».
Già, ma il capitano è acciaccato e andrà solo in panchina...
«Lo so. Ma lui a lungo andare porterà in alto gli amaranto. Per la serie B è un giocatore di primo livello. E poi mi piace da matti questo Dionisi. E' giovane, ha talento e vede la porta. Spero che possa esplodere definitivamente in modo che possa dare una mano alla squadra in questa stagione e anche nelle prossime. Lui è un capitale della società anche in ottica futura».
In definitiva, questo Livorno ti convince?
«Sì. E sai perché? Vedo una squadra equilibrata e tanto giocatori sullo stesso livello. Un buon livello per la categoria. Mi rimane difficile fare un pronostico su ciò che potrà combinare questo gruppo da qui a maggio, ma di sicuro mi piace come questi ragazzi vestiti d'amaranto si sono tuffati nella loro avventura».

Fabrizio Pucci