ARCHIVIO il Tirreno dal 1997

Conto alla rovescia per l’acquario


 LIVORNO. La fine dei lavori al nuovo acquario è stata strombazzata troppe volte perché ai livornesi non scatti un risolino. Ma stavolta dovrebbe proprio essere quella buona: a meno che non sbarchi sul lungomare l’astronave Enterprise del capitano Kirk, a fine mese finalmente potremo rivedere l’acquario. Anzi, vederlo per la prima volta perché l’edificio attuale non è nemmeno lontano biscugino di quel fabbricato spartano a due aule in cui fino al 15 febbraio ’99 generazioni e generazioni di livornesi hanno portato i figli a vedere il polpo e la murena, la vecchia cernia e un pesce luna rimbambito.
 Il debutto è by night: Notte Bianca di sabato 31, all’indomani del via a Effetto Venezia. Dopo il taglio del nastro con il governatore Enrico Rossi, dalle 19 in poi porte aperte a tutti: fino all’una di notte (con biglietto-sconto a 5 euro).
 La prima vasca ospiterà pesci delle nostre coste (orate, donzelle pavonine, mormore, saraghi, gallinelle, castagnole) ma già la seconda è un tuffo in mare aperto: la maxi-vasca con gli squali grigi. Poi lo sguardo si fissa sui fondali: con le poseidonie ma anche le meduse a “testa” all’ingiù. Il passo successivo è una vasca-tunnel che, con i bastioni che imitano la Fortezza, mostra quanto sia vivace la vita subacquea anche in un porto. Passando attraverso una serie di ambienti tropicali (fra Mar Rosso, Indo-pacifico e Caraibi) si arriva all’ultimo spazio: c’è la riproduzione di un relitto di nave romana in cui ieri i sub posizionavano le anfore per completare la scenografia...
 I pesci ancora non ci sono: i primi arriveranno da lunedì: a cominciare da quelli che hanno bisogno di una trafila di acclimatamento.
 «Abbiamo riscontrato qui fra voi livornesi - dice Giuseppe Costa, numero uno della Costa Edutainment, il colosso genovese che fa di educazione e divertimento un binomio d’affari - una tale aspettativa che ci fa capire quanto fosse sentito il vecchio acquario. Forse più di quella che accade a Genova dopo 17 anni».
 Gli imprevisti non sono mancati neanche in zona Cesarini. «Quando siamo subentrati - afferma Costa - abbiamo scoperto un guaio inatteso: le vasche perdevano acqua. Colpa del fatto, l’abbiamo scoperto poi, che nel cemento armato della struttura era finito del legno. Risultato: è stato necessario “incamiciare” quella zona». Un altro impiccio? «Credo che non abbia mai piovuto così tanto a Livorno: questo ha rallentato tutta una serie di lavori al “cubo”, è per questo che il ristorante aprirà spero per Natale».
 Il marchio è la piantina dell’acquario: un pesce stilizzato (verde) col semicerchio delle vasche e il cubo-ristorante.
 Manca il sindaco ma Costa fa quel che un imprenditore non fa mai: non cerca scusanti agli ultimi ritardi né getta la croce addosso ai poteri pubblici. «Non posso dire che la colpa sia della burocrazia comunale, lì è filata liscia».
 Al quartier generale Costa pronosticano 150mila presenze all’anno. Dove parcheggeranno? C’è uno spazio a pagamento con 125 posti. «Potrebbero arrivare a 160 quando il cantiere non avrà più bisogno di alcune aree», avverte Costa. «Altrimenti quegli spazi li utilizzeremo per qualcos’altro che abbiamo già in mente». Cosa? «Lo diremo poi».
- Mauro Zucchelli

  • Articoli correlati - GIORNALI LOCALI GRUPPO ESPRESSO
  • Contenuto a pagamento

    Messaggero Veneto

    Senza Titolo

  • Contenuto a pagamento

    Messaggero Veneto

    Senza Titolo

  • Contenuto a pagamento

    Messaggero Veneto

    Senza Titolo

  • + Altri risultati
Foto correlate - Repubblica.it Foto Gallerie

Siria, la strage continua

(09 febbraio 2012)