07 luglio 2010 —
pagina 17
sezione: Attualità
IL CASO BRANCHER
Dimissioni responsabili?
Era irresponsabile la nomina
Tutti i replicanti del premier si affannano a dichiarare che le dimissioni di Brancher da ministro dimostrano un senso di grande responsabilità. Io sono daccordo. Peccato però che i suddetti portaborse berlusconiani non si rendano conto che così dicendo esaltano la dissennatezza di Berlusconi. Eh sì, perché se dovessimo fare unequazione matematica dovremmo esplicitarla così: le dimissioni di Brancher stanno al senso di responsabilità così come la nomina a ministro sta alla irresponsabilità di Berlusconi.
Non ci vogliono grandi cervelli per capire quanto appena detto. Eppure tutto quello che accade intorno al trono deve essere ammantato da un nuvolone propagandistico che arriva sempre a segno perché si approfitta della circostanza - dichiarata a suo tempo da Berlusconi - che il livello intellettuale medio degli italiani è pari a quello di un bambino di seconda media.
Secondo voi quanta parte ha avuto Bossi in questa circostanza delle dimissioni? Siamo arrivati al punto che proprio Bossi sembra essere diventato luomo saggio della maggioranza. Roba da matti. Ma cosa aspettiamo a ribellarci a questa continua sceneggiata?
Adolfo Bruni Borgo a Mozzano (Lucca)
I VERI TRADITORI
Fini parlava di legalità
Mai così tanta corruzione
Nel contesto sempre più scoraggiante di questo governo di centrodestra, vale la pena ricordare che la destra, capeggiata a suo tempo da un unico leader, Gianfranco Fini, considerava come tema principale il caposaldo della legalità. I tempi sono cambiati ed ora la parola tradimento serpeggia tra le fila indebolite di chi, invischiato in correnti avverse, non può più sentirsi unito da ideali comuni. Ma quale legalità, ci si chiede, quando nella storia della nostra Repubblica, mai la corruzione è arrivata ai livelli insopportabili di oggi! Non occorre essere schierati o condizionati da sigle di partiti per credere nel rispetto della legalità.
Ma allora, chi sono da considerare veri traditori, i finiani o i berlusconiani? Archiviata la domanda un po retorica e ammesso, a denti stretti, che la corruzione in politica è presente in tutti i governi del mondo, ci si pone unaltra domanda meno retorica che si rapporti con alcune caratteristiche peculiari di noi tutti come quelle di essere un po fatalisti e utopisti: è forse troppo da... italiani sperare che il prossimo governo sia prevalentemente onesto anzichè prevalentemente disonesto?
Beppe Di Dato TRA SOREL E MARX
Fregole anticomuniste
e bucce di banana
Le fregole anticomuniste fanno, spesso, scivolare sulle bucce di banana.
Su Il Tirreno di ieri è, appunto, occorso al signor Ciacchini, al quale andrebbe spiegato che la nozione di violenza levatrice della storia è stata formulata da Sorel nel 1906 (quando Marx era morto da 23 anni) proprio come critica della concezione materialistica della storia del filosofo di Treviri.
Per altro tale nozione fu, in seguito, fatta propria dallanticomunista Benedetto Croce. Solo un brutto scherzo dellafa?
Giovanni Altini Livorno
RUOLO DEI GENITORI
Le stragi tra fidanzati
frutto di un amore malato
Egregio direttore, mi sento in obbligo di scriverle dopo le recenti stragi in ambito amoroso: fidanzati o ex fidanzati che uccidono la compagna, e che poi si tolgono la vita, lultimo sabato nel Cremonese ha lasciato un biglietto con scritto Solo così potevamo stare insieme, un messaggio disperato che dimostra il disagio interiore, lalienazione dalla realtà, il bisogno di un amore deviato, totale.
Accade spesso anche per molte donne che si autodistruggono per un sentimento non ricambiato, una storia che finisce: diventano ossessionate, perdono il controllo e lintelletto.
La ragione è semplice, quellamore così definitivo, idealizzato, avvolgente, è specchio dellamore del figlio per la madre (o della figlia per il padre); un amore, una simbiosi, necessari nellinfanzia per la formazione della psiche, delle sicurezze e della sessualità come però altrettanto necessario è poi il distacco, levoluzione e la maturazione dellidentità del bambino che deve essere traghettato verso lesperienza dellaltro, da ciò che sta fuori dalla famiglia.
Molti genitori però non accompagnano i figli verso questo, verso lindipendenza emotiva ed istintuale, ma decidono di tenerli a sé e, sebbene apparentemente vadano nel mondo, quei figli rimangono per sempre collegati da un filo che non vedono, ma che li muove e li porta a cercare altrove quellamore idilliaco, infantile, che a quelletà però non è più sano, ma morboso, pericoloso.
Ecco allora che trovano laltro/a, un altro che spesso ha lo stesso problema, la stessa inconscia dipendenza, e che da questo amore/bisogno (diverso dallamore/desiderio delladulto) è attratto ma talvolta prova anche repulsione. E quando questo avviene allora uno dei due scappa e laltro lo insegue, a volte per anni ma succede spesso che lattesa diventi insopportabile... e accade il peggio.
In conclusione, dobbiamo adoperarci tutti per un futuro fatto di genitori, padre e madre, più presenti, più comunicativi ma anche più consapevoli dellimportanza dei loro ruoli e dei saperi che hanno il compito di trasmettere: il mondo che verrà in buona parte dipende da ciò che gli adulti sapranno dare ai più giovani.
Fabio Barzagli responsabile portale www.infanzia- adolescenza.info
ISTITUZIONI IRRISE
LAquila è abbandonata
ma si fanno le leggi per pochi
Sempre più spesso, non certo dai giornali e dalle Tv di famiglia (sia Mediaset che Rai), giungono notizie che lasciano allibiti. Veniamo a sapere, per esempio, che allAquila è finito il tempo delle passerelle e che la gente si sente sempre più sola, abbandonata.
Viene confermato che nel nostro Paese non solo vengono predisposte ed emanate leggi nellinteresse di pochi, ma che si inventano pure i ministeri. Come quello, ministero per il legittimo impedimento, creato su due piedi ad uso e consumo del signor Brancher.
Ormai, pare proprio, non ci sono più limiti alla sfacciataggine di chi ci governa. Basti pensare alla legge sulle intercettazioni. Di questo passo dove va a finire il rispetto per le istituzioni, la stessa dignità dellItalia e degli italiani?
Pier Giovanni Billeri
UNA VENDETTA
La DAddario ha soltanto
accelerato i tempi
Leggo ogni giorno la pagina de La posta e concordo spesso con ciò che scrive il signor Carlo Giglioli. Ora desidero dirgli questo. Forse la DAddario ha scoperchiato la pentola; forse senza il suo intervento tutto, nel Governo Berlusconi, sarebbe andato liscio: forse!
Personalmente non ne sono sicuro, perchè questuomo, che io vedo circondato da personaggi equivoci, capace di pensare solo a se stesso, sarebbe sicuramente inciampato senza lo sgambetto di qualcuno (nel calcio, che lui ama tanto, esistono gli autogol e nel suo caso se ne contano a iosa). In Europa e nel mondo ci ridono tutti dietro da molto tempo, basta seguire la Cnn e ascoltare i commenti lusinghieri riservati allItalia ed alla politica italiana, il che fa presagire che probabilmente qualcosa, prima o poi, sarebbe successo. Credo che la DAddario, con le sue rivelazioni, abbia accelerato i tempi, ma... se la concessione edilizia della suddetta, che fu alla base delle prestazioni di cui tanto si è parlato, avesse avuto lesito da lei sperato, probabilmente in Italia e nel Governo non sarebbe (per ora) cambiato nulla. Insomma, secondo me, per la DAddario si è trattato solo di una vendetta personale, non lha fatto per lItalia e per gli italiani e pertanto, se da una parte la ringrazio per aver accelerato i tempi, tuttavia non la assolvo e concordo con chi lha contestata in Piazza Navona. Non me ne voglia, signor Giglioli.
Alfredo Pii Arcidosso (Grosseto)
CONDANNA DELLUTRI
Berlusconi, la mafia
e il dibattito che non cè
Ho avuto modo di ascoltare al Tg1 le motivazioni della sentenza che ha condannato DellUtri a 7 anni di reclusione e mi è apparsa evidente una inequivocabile verità: è emerso con chiarezza il legame che univa DellUtri, la cupola di Cosa Nostra e Silvio Berlusconi, per un periodo di venti anni. In questo arco di tempo si svolge lintera carriera di imprenditore di Berlusconi e quindi la nascita del successo immobiliare, dopo quello televisivo, poi in quello commerciale, da Milano 2 fino alla Fininvest. Per non parlare poi di Berlusoni che al processo di Palermo, citato come semplice testimone, si è rifiutato di rispondere. Ed ancora la presenza di capitale riciclato di origine mafiosa, il ruolo della banca Rosini, facente capo ad uno sportello di Milano, ma con solidi agganci a società fantasma situate a Lugano ed in altri paradisi fiscali.
Infine la presenza nellentourage berlusconiano di personaggi mafiosi. Tutti questi elementi dovrebbero provocare un dibattito politico e storico di grandi dimensioni. Quale è lelemento frenante che porta verso un binario morto un tema essenziale che consentirebbe di capire ciò che è accaduto nel corso di un ventennio?
La domanda ci porta direttamente al cuore del problema della azione di governo di questi ultimi due anni. Loccupazione della Rai, la legge bavaglio sulla stampa, le accuse rivolte alla magistratura, la riforma che approderà prossimamente in Parlamento, gli insulti quotidiani alla Corte costituzionale, additata quale organo fazioso e politicizzato: tutto questo mi fa pensare che questa politica ha un senso ed una coerenza se mette in rapporto con i 20 anni che precedono lingresso in politica dellimprenditore Berlusconi.
Il controllo della Rai e la legge bavaglio servono per impedire che il pubblico sia informato di quanto in realtà è accaduto e accade nel nostro paese.
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Vasco Andreucci Livorno