Libro sul mostro sott'accusa in tribunale

PONTEDERA.Il mostro di Firenze, Pietro Pacciani, Mario Vanni, i compagni di merende, la pista sarda e le sette esoteriche. Il processo più lungo della storia giudiziaria italiana è approdato nelle aule del tribunale di Pontedera.
Sul banco degli imputati c'è Nino Filastò -, il penalista difensore del postino Vanni - per alcuni passaggi della sua controinchiesta che smonta tre lustri di indagini sul mostro, assistito da Ezio Menzione. Conclusioni che il penalista ha raccolto e pubblicato nel libro "Storia delle merende infami" edito da Maschietto ma stampato a Pontedera da "Bandecchi e Vivaldi". Alcuni passaggi del volume hanno fatto scattare per Filastò l'accusa di aver offeso la reputazione degli uomini in forza al Gides, il gruppo investigativo sui diritti seriali che ha condotto per le procure fiorentina e perugina le indagini su Pacciani e i suoi compagni.
Ad accusarlo è il capo del Gides Michele Giuttari, che si è costituito parte civile ed è difeso dall'avvocato Sergio Mori. Lunedì ha deposto in aula per sgombrare le ombre dall'operato dei suoi uomini e salvare l'onore. Nel libro Filastò oltre a paragonare Giuttari allo Scarface di Al Pacino, fa degli inquirenti i protagonisti in negativo del caso mostro di Firenze. E adombra strane coincidenze mediatiche tra alcuni passaggi dell'indagine e la presentazione di un romanzo scritto da Giuttari. L'istruttoria proseguirà il 20 ottobre, quando sono attese anche le conclusioni del giudice.

Manolo Morandini