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«Palmeri aggredito da cinque giovani»

 LUCCA. Si è fatto refertare in ospedale dove - stando al suo legale Alberta Cagnacci - gli avrebbero steccato un braccio. Conseguenza delle botte ricevute nel tardo pomeriggio di sabato in piazza San Michele dove era in programma un presidio di sostegno alla causa palestinese organizzato dall’Asa e dal Collettivo Alta Tensione. Andrea Palmeri, il «Generalissimo» dei Bulldog, ritenuto dagli inquirenti a capo di un movimento di estrema destra e tra i principali imputati nel processo sulle violenze allo stadio e in città, sostiene di essere stato aggredito e malmenato da cinque giovani mentre attraversava piazza San Michele per andare in via di Poggio dove attualmente vive con i genitori. Per vigilare sulla sicurezza della manifestazione erano presenti alcuni uomini della Digos che hanno assistito alla scena allontanando Palmeri. «L’hanno portato in questura per prenderlo a sommarie informazioni. - sostiene l’avvocato Cagnacci - Io gli ho consigliato di sporgere denuncia tanto più che è stato costretto a ricorrere alle cure mediche. Nei suoi confronti c’è stata un vera e propria aggressione. Lui era all’altezza del bar Casali e doveva raggiungere la casa dei genitori».
 Dalla Digos arriva la conferma dell’episodio, ma al momento gli inquirenti preferiscono non sbilanciarsi. Devono capire se Palmeri - sottoposto per un anno al particolare regime di sorveglianza speciale - ha violato o meno gli obblighi di legge. Intanto stamani riprende il processo ai Bulldog.