Record di pareggi: ben 17 Zecchini, bilancio negativo

GROSSETO. Comunque vadano a finire le cose, il Grosseto in questa stagione è mancato troppo spesso all'appello di fronte al pubblico amico del Carlo Zecchini. Nel pareggio con il Piacenza è riassunto il Grifone edizione 2009-2010: bello, tutto cuore, ma imprevedibile, devastante in avanti, ma troppo fragile in difesa.
I numeri sono lo specchio fedele del campionato. La squadra guidata da Gustinetti prima e da Sarri poi ha collezionato 35 punti in casa, ben 9 in meno della passata stagione ed anche se dovesse arrivare l'auspicata vittoria con la Reggina, il bilancio sarebbe sempre in negativo di minimo sei punti. Nel 2008-2009 si chiuse invece a 34. Ad oggi sono nove le affermazioni interne, quattro in meno al 2009-2010 ed una in meno rispetto al campionato d'esordio in serie B. La squadra maremmana ha collezionato la bellezza di 17 pareggi (è in testa alla graduatoria) ed ha per adesso un saldo di +4 lontano dalle mura amiche (24 contro 20). Un dato importante, che se dovesse salire a +10 potrebbe dire playoff.
I ragazzi del presidente Camilli, pur avendo a disposizione Pinilla, non sono riusciti per ora a raggiungere il record delle segnature interne (44): con la tripletta al Piacenza siamo infatti a 37, ma anche in questo caso c'è stato un passo in avanti in trasferta: 25 contro 20.
I tre gol subiti da Aldegani (ammonito da Gervasoni nel convulso finale di gara) non cambiano di una virgola la posizione nella classifica dei punti subiti, anche siamo arrivati a 58, quindici in più del Crotone e addirittura 18 più del Cittadella.
Ma il dato più incredibile continua ad essere la differenza tra punti collezionati alla fine del primo tempo (75) e quelli conquistati effettivamente dopo il novantesimo (59). La differenza di 16 punti la dice lunga sulle occasioni gettate al vento. Nella maggior parte dei casi il vantaggio del primo tempo si è trasformato in pareggio nella ripresa o, come a Lecce, in sconfitta.
Numeri che devono far riflettere, ma che devono dare anche la giusta carica. Il pirotecnico finale con il Piacenza può essere emotivamente un trampolino di lancio per provare a compiere un mezzo miracolo.

Maurizio Caldarelli