«Moda, il governo ha fatto poco»

PIANA.E' una goccia nel mare della crisi, secondo la Cna, il provvedimento varato dal governo che consente di escludere dal reddito di impresa le spese sostenute per la realizzazione dei campionari.
L'agevolazione interesserà una minoranza delle imprese del settore della nostra provincia che, in larga parte, è costituito da imprese della subfornitura, le più esposte alla congiuntura economica negativa.
«Troppo poco - sostiene Tamara Bracali, responsabile provinciale dell'Unione Cna Federmoda - per il settore moda, che rappresenta uno dei punti di forza del nostro apparato industriale e manufatturiero e che ancora attende una reale disciplina del "Made in"».
«Dobbiamo certificare il lavoro realmente svolto nei nostri distretti - continua Tamara Bracali -, denunciando chi spaccia per Made in Italy il lavoro svolto in altre parti del mondo. Questo non è sopportabile perchè, oltre a alimentare l'illegalità, significa distruggere la filiera produttiva e togliere lavoro ai nostri artigiani e ai loro dipendenti. Sappiamo bene che l'internazionalizzazione del processo produttivo è una realtà, così come la sfida per l'innovazione di prodotto. Ma la battaglia per la trasparenza e la valorizzazione delle filiere produttive e del saper fare è tutta da giocare, e per vincere è necessario difendere il nostro saper fare che ci consente di fare uno prodotto anche innovativo. La sola innovazione senza il saper fare significa distruggere il nostro artigianato, la nostra creatività, la nostra manualità.
Anche verso l'Europa, che esalta il principio della libera circolazione delle merci, dobbiamo esigere che queste siano accompagnate dalla etichettatura di origine e che sia garantito il principio costitutivo della stessa Ue, che pone il consumatore finale al centro delle politiche economiche assicurando la pienezza di informazione circa la loro tracciabilità».