A pesca sull'Arno per sfamarsi

FORNACETTE.Per loro, forse, era una soluzione alla crisi: una canna da pesca e un po' di tempo libero da trascorrere sugli argini dell'Arno, in attesa di un bel muggine che abbocchi. E assicurarsi così un piatto da mangiare, a costo-zero. Un fenomeno che dura da qualche settimana.
Hanno cominciato in pochi, poi il numero di persone che si dava appuntamento sotto il ponte di Fornacette il sabato pomeriggio e la domenica, è cresciuto. Stranieri, soprattutto romeni e cinesi. Qualcuno ne ha contati una cinquantina. In alcuni momenti, anche di più. Al punto da allarmarsi e da informare le autorità, segnalando che, alla fine della giornata, lungo le sponde dell'Arno, restava della sporcizia. Troppa, per essere ignorata.
Quando sul posto sono arrivati gli agenti della Polizia provinciale, insieme alle guardie ambientali volontarie, li hanno trovati tutti in fila, sulle sponde. Con le canne alzate al cielo, alte come la speranza di una abbondante pesca da portare a casa. Ma molti si sono rivelati dei pescatori improvvisati. Non avevano né le autorizzazioni necessarie né praticavano il tipo di pesca che è consentito dall'apposita legge regionale. Sono scattate sanzioni e sequestri: ventitré di loro erano senza la licenza che occorre per pescare sui nostri fiumi; tre, invece, stavano pescando "a strappo". Un metodo che non è consentito in Toscana. Sono state sequestrate anche trenta canne. Mentre due cittadini, sono stati multati perché, una volta lasciata la posizione che avevano conquistato sull'argine, non si erano preoccupati di portar via i rifiuti che avevano prodotto, restando lì, a pescare per ore.
Per una volta se ne sono tornati a casa a mani vuote. Qualcuno si è anche preoccupato di sapere come mettersi in regola. Gli agenti hanno spiegato che, la nuova legge ha semplificato il rilascio della licenza di pesca: basta pagare alla Regione 35 euro per tutto l'anno o 10 euro per pescare per 15 giorni. Qualcuno lo farà. Si metterà in regola. Altri, probabilmente, si erano dedicati alla pesca per necessità. Anche economica. E, forse, la soluzione sarà quella di trovare un posto più tranquillo e al riparo dalla curiosità della gente.