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Misericordia, nasce la lista della svolta

 LIVORNO. Non ci sarà una sola lista in lizza nel voto che eleggerà il vertice della Misericordia: è sceso in campo un secondo raggruppamento che dice di rappresentare «circa il 90% dei volontari attivi». Con l’obiettivo dichiarato di dare una sterzata: esplicita è l’intenzione di porsi in discontinuità con la leadership di Giovanni Giannone, l’attuale numero uno (dimissionario).
 «Qualcuno potrà chiedersi come mai abbiamo deciso in questo momento di fare tutto questo: la risposta è semplice e sotto gli occhi di tutti», dicono in una “lettera aperta alla fratellanza attiva” gli esponenti di questa formazione alternativa che per adesso ha scelto di definirsi “lista 2”. Occhi puntati sul pronto soccorso, la realtà che «la fratellanza attiva guarda e vive con più attenzione».
 «Come è stato riconosciuto da tutti i volontari nelle sporadiche assemblee ufficiali alle quali siamo stati invitati» - viene sottolineato - negli ultimi anni «il settore a noi caro è stato lasciato all’abbandono». Nel mirino anche («come ultimo regalo») il progetto di ridare ai volontari il pronto soccorso facendo a meno del personale dipendente a costo di perdere la convenzione con la Asl, non essendo in grado di garantire il servizio con il medico»: con la conseguenza di rischiare di «diventare una associazione ai margini dove la presenza sarà solo eventuale».
 La svolta mira a «ridare la Misericordia ai volontari» - si afferma - in nome di un nuovo protagonismo che li veda al centro «della vita, dei progetti e delle scelte della nostra istituzione» rifacendosi «allo spirito dei cinque popolani fondatori».
 Senza troppi giri di parole l’attacco all’altra lista: rappresenta «il vecchio che vorrebbe riproporsi magar8i con pelle diversa», visto che è «presentata dal preposto dimissionario e formata da 11 persone su 14 del precedente magistrato».
 A giudizio degli esponenti della lista alternativa, i «primi sintomi di malessere» si sono manifestati già da tempo: hanno portato a una serie di riunioni dei confratelli attivi per «cercare soluzioni e porre domande alle quali non è seguita alcuna risposta».
 Con la parola d’ordine “ridare la Misericordia ai volontari” si punta anche a sottolineare altri obiettivi: 1) avere «dei confratelli attivi che durante i propri turni di servizio possono raccogliere le idee di tutti e aggiornare continuamente sul procedere della nostra istituzione»; 2) «riunirci più frequentemente, magari scadenzando appuntamenti dove poter scambiare idee, consolidare amicizie e conoscerci meglio»; 3) ricreare un ambiente che «spinga in un’unica direzione», riportando la Misericordia a «esser protagonosta nel tessuto cittadino e fulcro del volontariato»; 4) avere confratelli attivi che «vigilino e siano partecipi nelle scelte del magistrato», soprattutto riscoprire «le opere di misericordia e quindi mantenere il livello occupazionale (e crearne altro)».