Lauree false, tutti assolti all'European School

VIAREGGIO.Diciannove assoluzioni, nessuna condanna. Finisce così, dopo sette anni di indagine e processo, la storia giudiziaria della European School of Economics, l'università privata con sede a Villa Cavanis di Capezzano Pianore, i cui vertici erano finiti nel mirino della Procura di Lucca e della Guardia di finanza.
Una vicenda che ha avuto la ribalta delle cronache, anche nazionali, e che era partita dalla denuncia di alcuni ex studenti e incentrata sul presunto "falso valore" degli attestati rilasciati dalla Ese che - sosteneva l'accusa - erano falsamente "spacciati" per lauree. Un'impostazione non accolta dal tribunale collegiale di Lucca (presidente Spada Ricci, a latere Pezzuti e Mugnaini) che ha utilizzato la formula del "fatto non sussiste".
Le accuse erano pesanti: si andava dall'associazione a delinquere finalizzata alla truffa aggravata, fino al falso e all'insolvenza fraudolenta.
E pesanti, nel mondo della Versilia al debutto del nuovo millennio, erano anche alcuni dei nomi rimasti implicati nella vicenda. Fra queste vi erano Stefano D'Anna, 67 anni, rettore dell'Università; suo fratello Elio D'Anna, amministratore di fatto di tutte le società del gruppo. Sossio Mosca, 56 anni, uomo di fiducia dei D'Anna ed ex consigliere del Viareggio Calcio (una delle società controllate); suo fratello Antonio, 54 anni, ex amministratore unico del Viareggio Calcio; Vincenzo Lombino, alias Marvin Tracy, 69 anni, ex presidente del Viareggio Calcio e "campus manager" della scuola.
Secondo la Procura, la Ese garantiva agli iscritti (che pagavano rette di milioni di lire) un titolo che aveva "valore legale" in Italia, essendo parificato a quello delle università statali, ma che in realtà era poco più che carta straccia.
Secondo gli inquirenti, la truffa era veicolata anche attraverso «diffusione sul territorio nazionale di pubblicità ingannevoli».
Un altro versante dell'inchiesta aveva riguardato il moltiplicarsi delle società controllate, in Italia e all'estero, che avrebbe avuto come fine solo quello di creare un'apparenza di legalità e affidabilità, mentre servivano a trasferire il denaro all'estero, al riparo del fisco.
Poche, sobrie parole, arrivano dai vertici della Ese, attraverso l'avvocato Orlandi: «Siamo soddisfatti per l'approfondito lavoro svolto dalla magistratura».

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L.C. /