04 febbraio 2010 —
pagina 03
sezione: Livorno
LIVORNO. «Siamo pronti a depositare le spese elettorali sostenute per le amministrative», ripete ormai da tempo Marco Taradash, che nel giugno scorso è stato candidato a sindaco per il Pdl. Il coordinatore del partito Maurizio Zingoni ricorda che per ciò che concerne il partito è stato tutto depositato a Firenze, ma lo Statuto comunale prevede che le liste che hanno ottenuto consiglieri consegnino il proprio rendiconto alla segreteria generale di palazzo Civico. La domanda è stata posta pubblicamente ai vertici del Pdl da un consigliere di centrodestra, Roberto Russo, allindomani della bufera scatenatasi per il passaggio di Capuozzo dal Pdl allUdc. Il fatto è che, al di là delle rassicurazioni di Taradash, i comitati elettorali del Pdl (sia in Comune sia in Provincia) sono ormai i soli a non aver fatto sapere quanti soldi hanno speso e come. In Comune, il sindaco Alessandro Cosimi ha depositato una spesa totale di oltre 62mila euro, lex sindaco Gianfranco Lamberti (Confronto) ha affermato di aver speso circa 30mila euro. 11mila euro sono state le spese di Marco Cannito (Livorno libera), poco più di 8mila euro invece sono lammontare dei costi sostenuti da Rifondazione comunista per la sua candidata Tiziana Bartimmo.
Le cifre del Pdl, invece, sono ancora segrete. La polemica sollevata da Russo si inserisce in un contesto già assai aspro, fatto di schermaglie quotidiane in vista della definizione delle candidature per le prossime elezioni regionali. Cè chi dice che dopo le regionali del 28 marzo in casa del Pdl i conti si faranno davvero, e il riferimento non è a quelli sostenuti per le elezioni. Anche perché nei confronti del gruppo dirigente locale ci sono ormai pressioni di vario genere: da chi chiede provvedimenti disciplinari nei confronti dei seguaci di Marcella Amadio a chi invece ritiene un errore non trattare con un gruppo che comunque può vantare un considerevole consenso fra gli elettori del centrodestra.
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lu.dem.