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Giù i capannoni ex Coca Cola

 LIVORNO. Mentre sulla rete web, e non solo, si discute animatamente su quello che potrebbe essere il destino delle ex Terme della Salute, ecco che in questa settimana avranno inizio i lavori per costruire i 124 appartamenti previsti dal progetto della “Fondiaria Apparazione”, la società costituita dagli imprenditori Rodolfo Cagliata e Piero Bottoni.
 «Sì, siamo pronti», ammette Bottoni. Che poi ipotizza anche una data di inizio dell’intervento: «Probabilmente mercoledì cominceremo a demolire i capannoni ex Coca Cola». E il suo socio Cagliata butta giù anche un primo cronoprogramma dei lavori. «Entro la fine del mese - spiega - i vecchi capannoni non ci saranno più. Contemporaneamente la ditta Abate realizzerà la strada di cantiere tra via Orosi e via Foscolo».
 Nel suo complesso, l’intervento edilizio durerà circa tre anni. Dopo la la demolizione dei capannoni dove sorgeva l’attività industriale della Coca Cola, dovrà essere costruito il muro che separerà la superficie interessata dall’edificazione degli appartamenti dal complesso storico-monumentale. Successivamente saranno eseguiti gli scavi per le fondamenta dei palazzi, che verranno costruiti secondo le indicazioni che la Soprintendenza ha inserito nel progetto. Per complessivi 124 appartamenti.
 «Per questo intervento non è necessaria la concessione edilizia ma è sufficiente la Dia», afferma Rodolfo Cagliata. Che poi ci tiene a precisare anche i vantaggi che - a suo giudizio - deriveranno alla parte pubblica da questi lavori. «Contestualmente al via dell’intervento - afferma - verseremo al Comune 330.000 euro che saranno utilizzati per la pulizia e la riqualificazione del parco e per una prima messa in sicurezza degli edifici delle terme. Non credo che si tratti di una cosa di poco conto, visto che questi soldi permetteranno di recuperare un’area degradata e di restituirla a breve all’uso di tutto i cittadini. Il parco, infatti, sarà pubblico».
 E sempre a proposito del recupero del complesso storico monumentale - che la Fondiaria Apparizioni ha ceduto gratuitamente al Comune nell’ambito di questa operazione - Cagliata ricorda anche un altro elemento previsto dalla convenzione. «Quando era ancora assessore Fabio Del Nista - dice il costruttore - fu stabilito che gli oneri di urbanizzazione derivanti dalla costruzione di questi palazzi non sarebbero dovuti finire nel bilancio generale del Comune, ma in un capitolo a parte riguardante appunto la messa in sicurezza delle ex Terme del Corallo. E questa decisione è stata confermata nella convenzione. Quindi il milione e mezzo di euro derivanti dagli oneri serviranno al Comune per un primo intervento di recupero degli edifici storici. Noi abbiamo già pagato la prima rata. E abbiamo depositato anche una fidejussione a garanzia dell’intera somma, che sarà versata al Comune in un anno e mezzo».
 Mentre la società di Bottoni e Cagliata costruirà i palazzi, il Comune - diventato proprietario del complesso liberty - - sarà impegnato a definire un progetto di restauro dell’edificio che oggi si trova in uno stato di completo degrado. Progetto che sarà poi utilizzato per concorrere alla richiesta di finanziamenti europei o nazionali per il restauro del bene. L’obiettivo è, naturalmente, recuperare un edificio prestigioso e restituirlo all’antico splendore. Ma fra il dire e il fare c’è di mezzo un bel pacco di milioni, che al momento mancano e non è dato sapere se e quando arriveranno.
 «Ma ha detto bene il soprintendente Malchiodi nell’intervista al Tirreno - conclude Cagliata - Le possibilità di intercettare finanziamenti europei, magari per restituire alla struttura la sua funzione di terme, ci sono. E tra Comune e Soprintendenza esiste già un impegno per mettere mano al recupero appena avrà inizio l’intervento edilizio».
- Alessandro Guarducci

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