ARCHIVIO il Tirreno dal 1997

Si apre uno spiraglio per l’Answers

 PISTOIA. Come nella celebre opera teatrale di Beckett, anche per Answers il tempo di aspettare questo famigerato Godot in grado di investire in un rilancio dell’azienda, sembra non trovare mai termine. La situazione quasi esistenziale in cui, da mesi, i lavoratori aspettano un avvenimento, un nome, sempre imminente eppure mai effettivo, ha trovato ieri mattina, nel capannone della ditta, uno spunto interessante che fa ben sperare in una possibile risoluzione.
 Con tutte le cautele del caso, la persona più determinata a risolvere la vicenda del call center sembra essere Umberto Costamagna, fondatore e presidente di un gruppo che accoglie 8 società di call center dislocate su tutto il territorio (Milano, Genova, La Spezia, Cosenza, Locri, Roma, Lecce) oltre alla partecipazione in altre 3 società di servizi (internal marketing, editoria, promozione e marketing). L’imprenditore ha voluto subito precisare che l’accordo per l’affitto di uno dei rami dell’azienda non è ancora stato stipulato ma che c’è un lavoro di avvicinamento in collaborazione con le istituzioni locali, ieri rappresentate dal sindaco Renzo Berti e dal presidente della Provincia Federica Fratoni, e la Cgil.
 «Se sono qui - ha detto Costamagna - è perché credo in questo rilancio e spero che si attivi il prima possibile visto che giorno dopo giorno le possibilità di commesse vanno diminuendo sempre più. Ho sempre cercato di puntare sulla qualità del servizio e grazie a questo oggi siamo l’ottavo call center in Italia e il primo fornitore per Enel».
 Accompagnato dagli applausi e dai cenni di consenso dei lavoratori presenti, Costamagna ha espresso la sua intenzione di ricreare un clima familiare già espresso nelle sue precedenti esperienze e premiato, pochi giorni fa, con un servizio andato in onda su “Striscia la notizia” in merito alla sua idea di acquistare grandi quantità di beni di prima necessità (ad esempio la pasta) direttamente dai produttori per poi distribuirla, in forma di cooperativa, ai lavoratori. Nelle idee dell’imprenditore gli interventi di prima necessità che dovranno essere attuati saranno l’insonorizzazione dell’edificio per migliorare la qualità del servizio e l’ampliamento della struttura commerciale resa possibile dall’unione con un grande gruppo già consolidato, affinché in futuro il lavoro non si basi esclusivamente sulle commesse.
 Il margine di incertezza ancora presente nella trattativa dipende dalla risoluzione più o meno prossima della vicenda aziendale dei vecchi proprietari, la cui discussione in tribunale, dopo l’incontro del 23 dicembre, è stata spostata al mese di febbraio. Su questo punto Costamagna è stato chiaro: l’affitto del ramo d’azienda non potrà interessare i debiti pregressi, che dovranno, perciò, essere risolti dalla precedente gestione; oltre a questo non saranno modificate le tipologie di contratto ma, nell’eventualità che il passaggio vada in porto, verrà calcolato il numero di persone necessarie a portare avanti il lavoro, concedendo soluzioni alternative ai lavoratori che si ritenessero in eccesso.