Frana nel fiume il fianco del monte


PRACCHIA.Le prime avvisaglie, attorno alle otto e mezzo di ieri mattina. Alberi che pendevano, scricchiolii strani, l'impressione che la terra si muovesse. Qualcuno ha pensato al vento, all'abbondante pioggia degli ultimi giorni. Poi è successo tutto all'improvviso. Erano passate da poco le dieci quando la gigantesca frana è venuta giù: un fianco del monte, circa 800mila metri cubi di terra, massi e tronchi spezzati si sono riversati nel fiume Reno, sbarrandolo all'altezza della località Le Due Vie, poco prima del centro di Pracchia. L'intero paese è ora in stato di allerta: se la diga di detriti dovesse cedere, l'ondata causata dal defluire delle acque del lago creato a monte investirebbe le abitazioni più vicine al fiume. La tratta ferroviaria Pracchia-Pistoia è stata interrotta, così come la strada provinciale.
Immediatamente sono scattati i soccorsi. Alle Due Vie sono accorsi vigili del fuoco, carabinieri, poliziotti... E' stata allertata la Protezione civile, intervenuta con tutti i volontari disponibili delle varie Pubbliche assistenze della zona, delle Misericordie e della Croce Rossa. A guidare l'intera operazione d'emergenza il vicequestore vicario di Pistoia Mauro Ciavardini, con la collaborazione del vicesindaco del comune di Pistoia Mario Tuci e dei tecnici della Provincia e di quelli dell'amministrazione comunale.
Due famiglie sono state immediatamente evacuate (sei persone in tutto). Due anziani e la loro badante, la cui abitazione, circondata dall'acqua, rischiava di crollare, sono stati portati in salvo dall'elicottero dei Vigili del Fuoco: abitano Oliviero Cipriani e la cognata Forestina Bizzarri, entrambi molto anziani, assieme alla loro bandante, sono stati issati con il verricello a bordo dell'elicottero Drago 57, proveniente da Migliarino. Trasportati fino al campo sportivo, ora sono ospiti da alcuni parenti. La loro casa adesso è completamente isolata poiché il piccolo ponte che la univa alla strada è stato distrutto.
Una frana enorme quella finita nel Reno: un fronte di una quarantina di metri, alto una decina e profondo un centinaio. Ma il pericolo più grande è che nelle prossime ore la situazione possa peggiorare ulteriormente a causa delle profonde crepe riscontrate nel pomeriggio sullo stesso versante del monte, appena più a valle dell'attuale smottamento. Se dovesse piovere ancora, la frana che si abbatterebbe sul greto del Reno sarebbe tre-quattro volte più grande di quella di ieri mattina.
«Intorno alle 9 - racconta Massimiliano Grossi - sono andato a vedere la gravità della frana alle Redole Petrucci (frazione vicino Pracchia, ndr), per capire se la strada fosse o meno riaperta. A quell'ora non era ancora successo niente. Poi, mentre tornavo verso Pracchia, all'improvviso il terreno è cominciato a franare».
«Qualche rumore sospetto - spiega Massimo Cipriani, vigile del fuoco a Limestre - l'ho sentito nel tornare a casa stamattina (ieri mattina, ndr), dopo il turno di notte, ma non c'ho fatto caso più di tanto. Nella casa evacuata con l'elicottero ho dei parenti e per stare tranquillo dopo un po' sono andato da loro. Ma il terreno ha cominciato a franare. Ho dato l'allarme ai miei colleghi e sono corso dai parenti».
Le squadre di soccorso si sono subito concentrate sulla diga di detriti che ha ostruito il corso del fiume e che ha formato un piccolo lago che si è andato ampliando sempre più. Obiettivo, cercare di far defluire piano piano l'acqua accumulata, per evitare un crollo improvviso e un'ondata devastante. Per motivi precauzionali, la strada provinciale 632, che si trova dal lato opposto del fiume, è stata chiusa al traffico. Poi l'acqua del fiume ha ricominciato a defluire e il pericolo imminente è stato scongiurato.
«Intorno alle 8 di stamani - racconta Sergio Venturi, evacuato dalla sua abitazione assieme alla moglie e alla figlia e ospitato dalla sorella a Pontepetri - mia moglie mi ha detto di aver visto un abete pendere. "Sarà il vento", gli ho risposto, senza farci caso. Dopo poco ho solo fatto in tempo a togliere l'automobile e poche cose che il terreno è precipitato tutto assieme».
«Per precauzione - spiega il vicesindaco Tuci - l'intero paese è stato allertato. Solo due famiglie sono state fatte evacuare, ma siamo pronti con un piano d'intervento per far spostare gli ospiti della Rsa Villa Chiara alla Fondazione Turati di Gavinana. Per il momento il fenomeno è sotto controllo, ed è chiaro che è stato predisposta tutta la documentazione per richiedere lo stato di calamità naturale, investendo anche la Regione. Il bilancio dei danni però è ancora prematuro, come potete immaginare. Si parla comunque di circa 800mila metri cubi di terreno franato».
Ciò che adesso preoccupa maggiormente è il meteo: le previsioniannunciano forti piogge.

Carlo Bardini