ARCHIVIO il Tirreno dal 1997

Il Pd chiede a Favilla di revocare il patrocinio al capo dei Bulldog

 LUCCA. Oggi il gruppo consiliare del Pd, come annunciato, chiederà al sindaco un’indagine per capire da chi, come e perché è stato concesso il patrocinio alla presentazione del libro del capo dei Bulldog, Andrea Palmeri. La presa distanza del sindaco - che ha parlato di equivoco dal momento che la richiesta era stata fatta da una casa editrice senza che il nome dell’autore fosse citato - non basta al Pd. Per dimostrare vera buona fede ora Favilla, chiede il gruppo di minoranza, deve ufficializzare la revoca del patrocinio e intimare la cancellazione del logo del Comune dai manifesti che pubblicizzano l’iniziativa. Il Pd insomma non accetta alcuna ipotesi di doppio gioco e chiede trasparenza.
 Il consigliere Serena Mammini, ricordando anche l’analoga scelta fatta dal Comune di Altopascio, si augura «che si sia trattato solo di uno scivolone dovuto ad un’eccessiva superficialità. Sarebbe davvero grave scoprire che, per bassi tornaconti politico-elettorali, si coltivassero discutibili rapporti con personaggi rappresentativi di frange violente del tifo. Se, davvero, ci si vuole battere per la legalità lo si deve fare a 360 gradi. Quando, si propongono le ronde e i test antidroga nei giorni pari e si tengono iniziative pubbliche in compagnia di certi soggetti nei giorni dispari, significa purtroppo che quel che davvero interessa non è la legalità, ma la propaganda».
 Il circolo di Lucca del Prc aggiunge: «A Lucca tutti sanno chi è Andrea Palmeri, se non altro per aver letto i giornali, per averne visto le immagini in Tv o per esperienza diretta. Con i suoi comportamenti ha contribuito a creare in città un clima di paura e di intimidazione soprattutto tra i giovani, e per i suoi atti violenti è stato condannato dalla magistratura ed ha in corso altri procedimenti penali. Se Andrea Palmeri scrive un libro e lo presenta, poco ci importa, ma se sulla locandina che pubbblicizza l’evento compare il logo del comune di Lucca, allora il problema è politico. La decisione del sindaco e dell’amministrazione comunale è gravissima: con il patrocinio all’iniziativa il comune di Lucca dà legittimità a chi mostra idee e comportamenti che nulla hanno a che vedere con la vita democratica della nostra collettività e che anzi un’amministrazione dovrebbe combattere senza se e senza ma».
 Infine gli assessori di Capannori Leana Quilici e Lara Pizza sostengono che «La scelta dei sindaci di Lucca e Altopascio di appoggiare la presentazione di un libro scritto dal capo dei Bulldog è un’offesa alla storia e alla cultura italiana. Ci auguriamo che Favilla e Marchetti tornino indietro su questa decisione che potrebbe portare preoccupanti conseguenze sull’educazione dei giovani».