22 novembre 2009 —
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sezione: Empoli
S. CROCE S.A. Su il sipario. Il teatro Verdi apre la sua venticinquesima stagione, dallanno della riapertura, il 1986. Sarà unannata di celebrazione. E non solo attraverso il cartellone che, come ogni anno, in maniera sapiente il direttore artistico Renzo Boldrini imbastisce, quasi da far invidia ai grandi teatri. In pentola bolle tanto. Il teatro, secondo la filosofia del suo direttore, è un luogo dove ci si incontra, dove avviene laggregazione, dove ognuno esprime la parte sociale di se stesso. E in questi periodi di crisi, riveste unimportanza ancora maggiore. «Cè un dato nazionale - spiega Renzo Boldrini, reduce da un convegno a livello nazionale sul tema delle residenze teatrali - che segnala come il consumo culturale, a differenza di altri consumi, sia aumentato e sia in crescita, in questo periodo. Questo perché il teatro è comunità, è contatto tra le persone, dà il senso del sociale e dà modo di guardare al quotidiano in maniera diversa».
Però, in periodi di crisi, forse, è più difficile allestire una stagione teatrale: alla vigilia si era parlato di possibili tagli. «Ma questo - spiega ancora Boldrini - non è stato mai messo in discussione. Anzi, al momento della presentazione ufficiale della stagione è stato il sindaco in persona, Osvaldo Ciaponi a sgombrare il campo da ogni dubbio: gli sforzi economici, sul teatro, sono rimasti inalterati».
E questo, forse, fa la fortuna di un piccolo teatro come il Verdi? «Occorre ringraziare il Comune e la fondazione che ci aiutano e permettono - è la spiegazione di Boldrini - di mantenere prezzi promozionali. Per un nostro spettacolo si spendono, al massimo, 18 euro. E poi fa la sua parte un cartellone significativo, e il fatto che li possiamo presentare in un luogo bello, comè il Verdi». Che questanno festeggia la 25ª rassegna; riaprì nel 1986, la prima stagione fu doppia. «Nelle schede di approfondimento allo spettacolo, che in collaborazione con Alberto Pozzolini realizziamo - dice il direttore artistico - e che regaliamo ai nostri abbonati e agli spettatori, abbiamo fatto un elenco di quanti artisti sono passati su questo palcoscenico. Ci sono circa 230 nomi, tutti in fila. Ci sono i grandi del teatro, quelli che sono passati da Santa croce quando nessuno li conosceva. Questo ha fatto il successo. E il fatto che siamo sempre stati attenti al popolare, nel senso di essere stati capaci di raggiungere tipi di pubblico diverso».
Non solo teatro, però, al Verdi. «No, anche luogo di produzione di atti e idee culturali. Spesso siamo capofila di progetti regionali», dice, orgolioso della sua creatura, Boldrini.