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In 160 a tavola per la Bulleri

 CASCINA. A tavola per solidarietà. La Fiom ha rispolverato uno dei riti della lotta sindacale per sottolineare il diritto al lavoro dei 39 operai della Bulleri Brevetti di Cascina, di fronte di un’azienda che ha scelto la prospettiva della messa in liquidazione. In 160 si sono dati appuntamento alla Mostra del mobile per stringersi attorno ai dipendenti e alle loro famiglie.
 A tavola per solidarietà. La Fiom ha rispolverato uno dei riti della lotta sindacale per sottolineare il diritto al lavoro dei 39 operai della Bulleri Brevetti di Cascina, di fronte di un’azienda che ha scelto la prospettiva della messa in liquidazione. In 160 si sono dati appuntamento alla Mostra del mobile per stringersi attorno ai dipendenti e alle loro famiglie.
 Lasagne, rotolo di tacchino o roast-beef con contorno di piselli e per chiudere una fetta di crostata. Lunghe tavolate in cui gomito a gomito ci sono sindacalisti, autorità, politici e gli operai della Bulleri che non si rassegnano alla prospettiva di chiudere un’impresa che vanta ancora significative quote di mercato e ha cessato la produzione nonostante avesse delle commesse inevase.
 «Fino ad ora è stato un cammino lungo e disseminato di buche, ma nelle difficoltà si scopre il valore dello stare insieme» sottolinea Leandro, uno degli operai, in apertura del pranzo. La battaglia per garantire una prospettiva produttiva all’impresa va oltre il singolo caso. «È una vicenda paradossale e paradigmatica - dice Enrico Panini della segreteria nazionale Cgil - L’azienda che è stata drenata di tutte le risorse per fare investimenti in altri luoghi che si sono rivelati fallimentari».
 «Seguiamo con attenzione i progetti per dare continuità all’impresa - dice il segretario provinciale Cgil Gianfranco Francese -Il tempo è una variabile fondamentale, è necessario fare in fretta». Sulla stessa linea il segretario provinciale Fiom Marcello Franchi.
 A segnare una data sul calendario è l’assessore provinciale Anna Romei: «Entro la metà di questo mese dovremmo avere il risultato della verifica tecnica del piano industriale presentato a Fidi Toscana per ripartire con la produzione e una nuova proprietà».
- Manolo Morandini