03 novembre 2009 —
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Piombino
PIOMBINO. Un altro anno di cassa integrazione per i lavoratori Lucchini, costretti a toccare con mano la profondità della crisi. Ieri, nella sede della Provincia, è stato sottoscritto laccordo per lattivazione della cassa integrazione straordinaria che avrà una durata di un anno. Erano presenti allincontro con lassessore provinciale al lavoro Ringo Anselmi i rappresentanti dellazienda e i segretari provinciali dei sindacati.
Il provvedimento garantirà reddito ai dipendenti che hanno terminato le 52 settimane di cig ordinaria che, estromessi dal ciclo produttivo in seguito alla contrazione delle produzioni, confidano nella ripresa del mercato per essere riassorbiti nellorganico dellazienda.
Nelleventualità più nera il provvedimento potrebbe interessare fino a un massimo di 950 operai. Un tetto che lazienda ha richiesto a scopo prettamente cautelativo, per far fronte a eventuali e imprevisti eventi di mercato che potrebbero rallentare, ben oltre le previsioni più realistiche, le prospettive di ripresa nel 2010. Per adesso i lavoratori direttamente coinvolti dal provvedimento saranno quelli in forza al settore dei treni di laminazione (Tmp e Tpp), comparto in seria difficoltà per la crisi del mercato automobilistico e, di conseguenza, segnato dal calo della domanda legata alle barre. In media saranno 125-130 dipendenti a usufruire degli ammortizzatori sociali ogni due settimane al mese, quindi per un totale di circa 250-260 lavoratori in un mese.
Ma la stima dei lavoratori interessati dallattivazione della cigs potrebbe modificarsi sensibilmente nel 2010. Lazienda, nel corso dellincontro di ieri, ha infatti confermato una visibilità degli ordini solo per i prossimi due mesi, in assenza di prospettive certe per il 2010. Nonostante lincertezza sembrano escluse, come ribadito dai responsabili dello stabilimento nellincontro, ulteriori fermate dellaltoforno, mentre sono confermati i rapporti di lavoro con apprendisti e lavoratori con contratti a termine.
Lattivazione della cig straordinaria è stata accolta in modo tiepido dai sindacati che da mesi avevano incalzato il governo, chiedendo il raddoppiamento delle settimane di cig ordinaria da 52 a 104 settimane. Una richiesta che non è stata accolta dal ministero competente. «Laccordo consolida un percorso intrapreso a tutela delloccupazione - spiegano Fim e Uilm - è chiaro però che senza misure di sostegno al reddito i lavoratori non possono andare avanti. Chiediamo al governo un cambio di marcia netto, anche se non condividiamo posizioni che hanno poco a che fare con la difesa dei lavoratori».
Più dura la posizione della Fiom. «Laccordo dimostra che la crisi non è passata e in futuro mostrerà la faccia più dura - commenta Luciano Gabrielli, segretario provinciale Fiom - il governo non ha dato risposta né ai lavoratori né allazienda, lestensione della cig ordinaria sarebbe stata fondamentale per la tutela delloccupazione. E vero che lazienda conferma i precari, ma non possiamo dimenticare che, dallinizio della crisi, lorganico è già ridotto di 300 unità per le uscite per mobilità o per amianto».
«Laccordo sulla cigs - aggiunge - dimostra che questo non era il momento per il nuovo contratto, ma di un accordo ponte che permettesse ai sindacati di concentrarsi con più vigore sulle misure anticrisi. Non è stato possibile neanche fare assemblee unitarie per spiegare ai lavoratori laccordo».
«Avevamo anticipato il contenuto dellaccordo durante il congresso - replica il segretario Uilm, Vincenzo Renda - e il tema sarà riaffrontato nelle assemblee in agenda a metà novembre».
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Luca Centini