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Lucchini, firmata l’intesa per un anno di cassa integrazione straordinaria

 PIOMBINO. Un altro anno di cassa integrazione per i lavoratori Lucchini, costretti a toccare con mano la profondità della crisi. Ieri, nella sede della Provincia, è stato sottoscritto l’accordo per l’attivazione della cassa integrazione straordinaria che avrà una durata di un anno. Erano presenti all’incontro con l’assessore provinciale al lavoro Ringo Anselmi i rappresentanti dell’azienda e i segretari provinciali dei sindacati.
 Il provvedimento garantirà reddito ai dipendenti che hanno terminato le 52 settimane di cig ordinaria che, estromessi dal ciclo produttivo in seguito alla contrazione delle produzioni, confidano nella ripresa del mercato per essere riassorbiti nell’organico dell’azienda.
 Nell’eventualità più nera il provvedimento potrebbe interessare fino a un massimo di 950 operai. Un tetto che l’azienda ha richiesto a scopo prettamente cautelativo, per far fronte a eventuali e imprevisti eventi di mercato che potrebbero rallentare, ben oltre le previsioni più realistiche, le prospettive di ripresa nel 2010. Per adesso i lavoratori direttamente coinvolti dal provvedimento saranno quelli in forza al settore dei treni di laminazione (Tmp e Tpp), comparto in seria difficoltà per la crisi del mercato automobilistico e, di conseguenza, segnato dal calo della domanda legata alle barre. In media saranno 125-130 dipendenti a usufruire degli ammortizzatori sociali ogni due settimane al mese, quindi per un totale di circa 250-260 lavoratori in un mese.
 Ma la stima dei lavoratori interessati dall’attivazione della cigs potrebbe modificarsi sensibilmente nel 2010. L’azienda, nel corso dell’incontro di ieri, ha infatti confermato una visibilità degli ordini solo per i prossimi due mesi, in assenza di prospettive certe per il 2010. Nonostante l’incertezza sembrano escluse, come ribadito dai responsabili dello stabilimento nell’incontro, ulteriori fermate dell’altoforno, mentre sono confermati i rapporti di lavoro con apprendisti e lavoratori con contratti a termine.
 L’attivazione della cig straordinaria è stata accolta in modo tiepido dai sindacati che da mesi avevano incalzato il governo, chiedendo il raddoppiamento delle settimane di cig ordinaria da 52 a 104 settimane. Una richiesta che non è stata accolta dal ministero competente. «L’accordo consolida un percorso intrapreso a tutela dell’occupazione - spiegano Fim e Uilm - è chiaro però che senza misure di sostegno al reddito i lavoratori non possono andare avanti. Chiediamo al governo un cambio di marcia netto, anche se non condividiamo posizioni che hanno poco a che fare con la difesa dei lavoratori».
 Più dura la posizione della Fiom. «L’accordo dimostra che la crisi non è passata e in futuro mostrerà la faccia più dura - commenta Luciano Gabrielli, segretario provinciale Fiom - il governo non ha dato risposta né ai lavoratori né all’azienda, l’estensione della cig ordinaria sarebbe stata fondamentale per la tutela dell’occupazione. E’ vero che l’azienda conferma i precari, ma non possiamo dimenticare che, dall’inizio della crisi, l’organico è già ridotto di 300 unità per le uscite per mobilità o per amianto».
 «L’accordo sulla cigs - aggiunge - dimostra che questo non era il momento per il nuovo contratto, ma di un accordo ponte che permettesse ai sindacati di concentrarsi con più vigore sulle misure anticrisi. Non è stato possibile neanche fare assemblee unitarie per spiegare ai lavoratori l’accordo».
 «Avevamo anticipato il contenuto dell’accordo durante il congresso - replica il segretario Uilm, Vincenzo Renda - e il tema sarà riaffrontato nelle assemblee in agenda a metà novembre».
- Luca Centini

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