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Pd, la Versilia è con Bersani


 VIAREGGIO. «Ha vinto Bersani e va bene. L’importante è che si capisca un concetto fondamentale: di grandi “burattinai” non abbiamo più bisogno». Michele Silicani, sindaco di Stazzema schierato con Franceschini (che nel Comune vince) andrà a rappresentare la Versilia nell’assemblea nazionale del Partito democratico. Il suo commento è “a caldo”, nella sera di domenica subito dopo la conferma della vittoria di Pierluigi Bersani anche in quella Versilia che - nel voto dei soli elettori - aveva visto prevalere i consensi a Dario Franceschini, segretario uscente. Il riferimento del sindaco di Stazzema è - Silicani lo conferma a piena voce - a Massimo D’Alema «che deve farsi da parte».
 Il Pd ha scelto chi lo guiderà, ma il clima interno è incandescente. A Roma così come a Viareggio. Dove, nella sede di via Regia, c’è chi - tra i seguaci di Franceschini - commenta sconsolato: «Abbiamo sbagliato tutto». A cominciare dalla scelta di avere due liste distinte in appoggio al segretario uscente: «Non è stata una buona scelta», spiega la senatrice Manuela Granaiola che non andrà all’assemblea nazionale in quanto la sua lista non ha raggiunto la percentuale necessaria.
 A non aver sbagliato sono, invece, quelli che hanno tirato la “volata” a Bersani. Tra loro molti volti noti di un’altra partita recente, quella delle primarie per la scelta del candidato a sindaco da contrapporre a Luca Lunardini in corsa per la poltrona di Marco Marcucci. Si sfidarono allora Fabrizio Manfredi, assessore uscente all’urbanistica, sostenuto da molti nomi dell’amministrazione uscente e Andrea Palestini, capogruppo del Pd in Provincia, oggi anche consigliere comunale. Era la primavera 2008 e - sulla spinta forte verso il rinnovamento, che non è però una ricetta universale - Palestini vinse il confronto diretto con Manfredi. Per poi cedere il passo, una volta arrivato in zona ballottaggio, all’attuale primo cittadino. Domenica, il voto degli elettori del Pd, ha premiato in città Pierluigi Bersani (44,5%) e con lui anche Fabrizio Manfredi, tra gli animatori più impegnati e convinti di questo passaggio.
 «Vince Bersani, non Manfredi. Sia chiaro». Giovanni Giannerini, segretario comunale del Pd a Viareggio, mette le mani avanti: «Non c’è aria di resa dei conti. E anche se fosse, gli unici a volerla sarebbero Fabrizio Manfredi e Antonio Batistini (capogruppo del Pd in consiglio comunale, ndr)». Dello stesso avviso, rispetto ad una eventuale voglia di rivincita, è Stefano Maestrelli. Ex presidente del Parco e poi della Viareggio porto, bersaniano, papabile di volta in volta per la segreteria locale così come per la poltrona di sindaco, Maestrelli spiega: «Se la domanda è quella sulle eventuali implicazioni locali del voto delle primarie, la risposta è che non ce ne sono».
 Fuori dal ristretto ambito viareggino, la situazione è diversa. A Seravezza Bersani prende il 53,5% delle preferenze ed è l’unico comune in Versilia dove supera di netto il 50% (a Pietrasanta si attesta al 50,1%). In lista non c’era alcun nome locale, ma a rappresentare il nuovo segretario fin da subito si è speso il sindaco Ettori Neri. «Abbiamo scelto una visione diversa delle candidature rispetto al resto della lista Bersani in Versilia». Lista che manda Bruna Dini all’assemblea nazionale. «Alla fine abbiamo avuto ragione - continua Neri - nel valorizzare il lavoro di un intero collettivo». Su cosa debba accadere da qui in poi, Neri ha le idee chiare: «Adesso è il momento della qualità. Che non sempre corrisponde automaticamente al peso numerico che una realtà esprime. Dove la qualità non c’è, è bene che si mettano a imparare e guardino a chi sa fare meglio».
 Il rinnovamento, nel Pd versiliese, sa di montagna. Ma anche di diritti civili. Perché i sostenitori di Ignazio Marino portano a casa un gran bel risultato: 14,6%, con un 17,8% conquistato a Seravezza. A rappresentare la Versilia nell’assemblea regionale toscana sarà Alfredo Fanucchi, imprenditore viareggino.
- Donatella Francesconi