02 ottobre 2009 —
pagina 01
sezione:
Massa
MASSA. Chi sale sulle gru, chi si barrica sui tetti della fabbrica. Chi si incatena ai cancelli dellazienda. Come i lavoratori della Ciet di Massa, diventati per un giorno prigionieri della loro azienda, che forse li lascerà a casa, che forse chiuderà.
In dodici si sono stretti i polsi nelle catene che poi hanno assicurato alle inferriate del cancello di ingresso. Una protesta eclatante, che si aggiunge alle tante che si moltiplicano dal nord al sud del paese, piena di iniziative da prima pagina di lavoratori che rischiano la disoccupazione.
Mentre i dipendenti Ciet attuavano la loro manifestazione, a pochi chilometri di distanza, a Marina di Carrara, si svolgeva unaltra protesta: quella degli operai del cantiere navale Nca, che hanno osservato due ore di sciopero e optato per un più tradizionale blocco della strada davanti ai cantieri.
La vertenza Ciet riguarda oltre 40 tecnici e operai della sede di via Dorsale di questa azienda di installazioni telefoniche (Telecom è la sua principale committente) che ha cantieri su tutto il territorio nazionale e che ha avviato una pesante ristrutturazione che prevede anche la chiusura della sede massese.
In virtù di una mediazione davanti al ministero del Lavoro, sindacati e azienda avevano concordato il ricorso alla cassa integrazione a rotazione per tutti i lavoratori. Cgil, Cisl e Uil contestano però che quellaccordo non viene rispettato da Ciet e che la rotazione della cassa integrazione non avviene.
Peggio: i lavoratori non ricevono, ormai da maggio, nè laccredito degli stipendi nè quello dei contributi pensionistici sul fondo Cometa al quale sono iscritti. In sostanza, ogni mese nelle buste paaga, quando ve ne sono, arrivano indicazioni relative a trattenute che dovrebbero essere versate sul fondo citato, ma delle quelli non risulta neppure un reale accredito. E non è ancora tutto: per evitare, ovviamente, il pagamento dei contributi per la mobilità, lazienda stessa sta inducendo molti dipendenti al licenziamento volontario.
Da qui lo sciopero di 8 che ha fermato ieri lattività della sede e lincatenamento simbolico degli operai.
«Il ministero non sta rispettando un accordo dello scorso maggio - dice Fabrizio Scatena della Rsu - e nonostante i sindacati locali si siano interessati alla cosa non vi sono state risposte, e a fine mese gli stipendi non arrivano». La protesta potrebbe essere ripetuta anche oggi, mentre arriva la conferma dopo lincontro con lazienda avvenuto ad Arezzo per discutere della vertenza nazionale Ciet, che lazienda è intenzionata a chiudere il cantiere massese, nonostante gli accordi prevedessero che nel periodo di Cigs (cassa integrazione speciale) nessun centro operativo venisse dismesso.
I lavoratori hanno ricevuto la visita di solidarietà del sindaco Roberto Pucci il quale ha promesso che chiederà un incontro a latere sulla vertenza Ciet a margine delle trattative su Nca e re-industrializzazione di Eaton.
M.M.