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In 47 a casa, chiude la Ser.In

 PISTOIA. Altri 47 lavoratori mandati a casa. Senza preavviso. Questa volta, ad avviare la procedura di mobilità per i suoi dipendenti è la “Adecco Ser.In srl”, azienda che fornisce servizi di data entry a numerosi gruppi bancari. In pratica, gli istituti di credito le appaltano l’immissione nei loro sistemi dei dati riguardanti varie operazioni.
 La ditta, che si trova in via Galvani nel quartiere industriale di sant’Angostino, non ha mai chiuso i battenti per le ferie. Semplicemente i dipendenti, molti dei quali sono donne che hanno contratto part-time, in questo mese di agosto si sono avvicendati sul posto di lavoro. Per non interrompere mai il servizio.
 Ieri mattina, al rientro dal fine settimana, la doccia fredda è arrivata con una telefonata della segreteria pistoiese della Cgil, che segnalava di aver ricevuto dalla direzione dell’azienda, che ha sede a Roma, la comunicazione di avvio della mobilità. Il fatto è che nelle scorse settimane nessuno dei dipendenti era stato preavvertito che la ditta correva il rischio di chiudere definitivamente i battenti. «Non più tardi di un paio di settimane fa avevamo contattato i vertici dell’azienda - afferma Fabio Capponi, responsabile Cgil per il terziario - per conoscerne lo stato di salute visto la situazione generale di crisi, e nessun accenno era stato fatto sulla procedura di mobilità che oggi hanno attivato».
 La “Ser.In” è molto conosciuta sul territorio. Nata come Cetom srl si è sviluppata ad Agliana e fatta conoscere nel mondo bancario quando all’inizio del 2000 è entrata a far parte del gruppo Answers SpA dell’allora Salvatore Leggiero.
 Poi di nuovo un ulteriore passaggio e cambi di ragione sociale con l’ingresso nel Consorzio Eurocis, del quale fa ancora parte, che opera nello stesso ramo ma a livello nazionale, consedi a Bologna, Milano, Palermo, Pisa e Roma.
 «Stamani (ieri ndr) ci è giunta questa comunicazione - prosegue Capponi - e quindi abbiamo contattato nostri iscritti che lavorano nell’azienda di via Galvani. Loro sono rimasti increduli, ci hanno detto di non essere stati informati». Alla base della mobilità per i 47 dipendenti ci sarebbe, almeno secondo la nota che la direzione aziendale ha inviato ai sindacati, la diminuzione delle commesse. «In particolare - dice ancora Capponi - quelle collegate alla Cassa di risparmio di Firenze che, essendosi fusa con Banca Intesa San Paolo, sembra non aver più bisogno di appaltare i servizi alla Ser. Il fatto che ci preoccupa è che la mobilità riguardi solo i dipendenti della sede di Pistoia. Inoltre la comunicazione ciharisce che si escludono misure sociali per fronteggiare la situazione, ossia non si ipotizza la cassa integrazione».
 Questa mattina alle 10 i lavoratori si riuniranno in assemblea con le organizzazioni sindacali, nella sede di via Galvani, per decidere le azioni future. «Abbiamo già chiesto - conclude Capponi - un incontro con la direzione dell’azienda per affrontare da subito l’ennesima situazione di crisi apertasi a Pistoia». (a.c.)