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Turisti sul piede di guerra contro la chiusura del campeggio Giannella

 ORBETELLO. Dopo la protesta della scorsa estate, promossa dai campeggiatori abituali del Veliero, struttura recettiva tutt’ora chiusa, quest’anno sono i clienti del Campeggio Giannella a polemizzare per essere stati invitati dall’Amministrazione a rimuovere, al termine della stagione balneare, roulotte e attrezzature di vario genere dal campeggio che, a settembre, ritornerà all’Ente Pubblico.
 Dopo la scadenza della concessione con gli storici gestori del campeggio “Il Veliero” e la conseguente scelta del Comune di vendere il bene all’asta, anche il Campeggio Giannella presto tornerà in carico all’Ente e i campeggiatori temono che la struttura resti chiusa per un lungo periodo e quindi di essere costretti a trascorrere altrove le proprie vacanze.
 «Questa è la storia di uno di noi - inizia con una citazione la lettera aperta dei clienti del campeggio - così recita la canzone del grande Celentano, invece questa è la storia di tanti turisti della Giannella che, dopo anni, si trovano a lasciare a malincuore una terra e un mare che tanto amano».
I turisti della Giannella interpretano l’invito a sbaraccare come un avviso di sgombero: «La scelta di tanti di noi di visitare questa meravigliosa terra - proseguono - ci ha reso promotori entusiasti delle sue bellezze, ma sembra che, a partire dallo scorso anno, il Comune di Orbetello, anziché favorire il nostro ritorno, stia cercando di allontanarci». Il timore dei campeggiatori nasce proprio dal precedente del Veliero. «Lo scorso anno - sottolineano nella lettera - è stato chiuso ed è tutt’ora è inutilizzabile un campeggio di 10 ettari, il Veliero, dove più o meno 2000 persone trascorrevano le loro ferie. Quest’anno, a fine stagione, anche il Campeggio di Giannella verrà chiuso, in attesa di nuova gestione e con le stesse conseguenze, l’abbandono forzato di tanti di noi e il non ritorno».
Ancora prima della fine di agosto, gli affezionati maremmani d’adozione sono già pronti a dire addio al territorio. «Perché? - si chiedono - La nostra presenza non contribuisce allo sviluppo economico di questa zona? Noi pensiamo di sì, visto che fino a qualche anno fa Albinia era solo un agglomerato di case e ora, grazie a questo tipo di turismo, è una cittadella che in estate si anima e prende vita».