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«Shangay, hanno minacciato don Piotr»

 LIVORNO. «Dopo la denuncia sulla situazione di Shangay don Piotr Kownacki è stato fatto oggetto di atti di intimidazione da parte di militanti del Pd». A metterlo nero su bianco, con una interpellanza urgente destinata ad approdare sui banchi del consiglio comunale, sono i consiglieri del Pdl Massimo Ciacchini e Bruno Tamburini. Continuano dunque gli strascichi polemici dopo l’appello-denuncia del parroco di Shangay sulla situazione di degrado e abbandono del quartiere: stavolta spunta fuori un episodio destinato ad aizzare lo scontro politico. Il parroco di Shangay però getta acqua sul fuoco: ammette l’episodio ma ne minimizza la portata. Domenica mattina tra l’altro si è presentato in parrocchia il presidente della Provincia Giorgio Kutufà per un chiarimento e per discutere con lui dei problemi sollevati. Ma il parroco di Shangay manda comunque un messaggio chiarissimo: nessuno mi tiri per la giacchetta. «Non voglio essere strumentalizzato - dice dribblando la querelle politica - sono un prete che vive e opera per la chiesa e per i suoi fedeli: quel che spero è che possano trovare soluzione concreta i problemi della gente del quartiere». Secondo la ricostruzione dei due consiglieri del Pdl «nei giorni scorsi don Piotr è stato fatto oggetto di pesanti affermazioni da parte di militanti e di dirigenti del Pd, che lo hanno affrontato addirittura in Chiesa con grida e un atteggiamento minaccioso». Il fatto è avvenuto il giorno stesso della pubblicazione dell’intervista sul Tirreno. Tre donne militanti del Pd hanno avuto un diverbio col parroco in sacrestia. «Lei ha offeso la gente del quartiere», era il tono delle accuse.
 Ciacchini e Tamburini attaccano: «Esprimiamo la nostra indignazione per quanto accaduto contro un uomo di Chiesa, libero e testimone della sua religione che opera per il bene degli altri e dei più poveri in particolare. Sono metodi inaccettabili tanto più se rivolti ad una persona che ha sperimentato nella sua vita l’oppressione e la persecuzione della dittatura atea e comunista».
 I due consiglieri entrano anche nel merito delle questioni sollevate dal prete polacco: «Non possiamo che essere d’accordo con lui anche perché da anni come centrodestra sosteniamo le stesse idee circa il degrado dei quartieri Nord e circa le responsabilità politiche che lo hanno prodotto e mantenuto praticamente inalterato nei decenni». Ma don Piotr, come detto, prende le distanze dalla ricostruzione dei due consiglieri berlusconiani. «E’ vero che c’è stata una accesa discussione nella mia sacrestia con alcune militanti del Pd - ammette - ma non ho bisogno di essere difeso da nessuno, né intendo essere oggetto di strumentalizzazione politica». Il parroco di Shangay afferma di aver avuto in questi giorni anche «contatti positivi con alcuni politici e con altre persone del quartiere che fanno ben sperare per il futuro». «Il mio intento - aggiunge - è quello di unire, non di dividere: quel che mi interessa è che venga data risposta alle emergenze sociali della mia gente. La politica e i partiti in questi casi devono battersi per il bene dei cittadini, non trovare pretesti per scontrarsi».
Gianluca Della Maggiore